Ennesima tragedia legata all’emergenza immigrazione: nella notte un doppio naufragio in Libia ha provocato almeno 200 morti.

Sulle stime non si hanno ancora dati ufficiali e i numeri continuano ad oscillare: secondo alcune fonti i corpi recuperati dalla guardia costiera libica al largo della costa di Zuwara sarebbero 105, con la Croce Rossa che avrebbe individuato almeno 40 persone disperse; il Guardian invece riferisce di oltre 200 vittime.

Da quanto si sta apprendendo in queste ultime ore due imbarcazioni sarebbero naufragate al largo della costa libica. La più grande, partita nella notte tra mercoledì e giovedì, aveva imbarcato circa 400 persone e dopo alcune ore i navigazione si sarebbe rovesciata. 40 cadaveri sarebbe stati ritrovati nella stiva dello scafo, mentre sarebbero stati recuperati 82 corpi. Circa 150 delle persone salvate sono state portate in un campo a Sabratha. Pakistan, Siria, Marocco, Bangladesh e Africa sub-sahariana sarebbero i luoghi di provenienza dei migranti.

Nella zona nella giornata di mercoledì era naufragato un altro barcone, recante circa 150 persone che la Guardia costiera libica non ha potuto soccorrere al calare della notte non avendo a disposizione luci per illuminare la superficie del mare. Molti corpi sono rimasti a galla per tutta la notte mentre altri sono sprofondati nelle acque del Mediterraneo.

La città di Zuwara, sita nella zona nord-ovest della Libia, è considerata uno dei porti principali dell’ondata migratoria proveniente dalla Libia: distante poco meno di 300 km da Lampedusa, il nucleo abitativo è divenuto uno dei luoghi preferiti dai trafficanti di esseri umani.

Nelle ultime ore aveva provocato sconcerto la notizia della morte di 71 migranti rinchiusi in un Tir ritrovato abbandonato in Austra al confine con la Slovacchia e l’Ungheria. Recente l’arresto di alcune persone coinvolte, due bulgari e un afgano, probabilmente proprietario e conducenti del mezzo.

In Italia, invece, nella giornata di giovedì ci sono state dieci operazioni di soccorso coordinata dalla Guardia costiera di Roma che hanno portato al salvataggio di circa 1430 persone.