Dove vanno gettati via i preservativi? A spiegarlo è l’assessore alle Politiche Ambientali del Comune di Lecce Andrea Guido, attraverso una serie di post pubblicati su Facebook che stanno ottenendo un grande successo e suscitando molta attenzione in rete.

A far diventare Andrea Guido un nuovo fenomeno del web, o quasi, è stato un simpatico post da lui postato attraverso la sua pagina Facebook domenica scorsa in cui racconta di un particolare episodio che gli è capitato.

Mentre si trovava in un bar, l’assessore è stato avvicinato da una donna, che gli ha chiesto dove vanno buttati i preservativi. Su Facebook, Andrea Guido scrive: “Mi fermo in un bar della città per prendere un caffè, quando vengo avvicinato da una donna molto distinta ed elegante che con molta nonchalance (la sig.ra era in quel bar con altre sue amiche ed amici), mi dice: ‘Assessore mi scusi approfitto della sua presenza qui nel bar per chiederle un informazione.’ Ed io le rispondo: ‘Prego sig.ra, mi dica pure. Continua la sig.ra: a casa ormai faccio la raccolta differenziata ma ho molti dubbi, per esempio, lei mi saprebbe dire in quale contenitore della raccolta differenziata devo mettere i preservativi? Ne consumo molti e non so come differenziarli…”

Andrea Guido prosegue quindi nel racconto del simpatico aneddoto sui preservativi: “Io guardo la Sig.ra e con un po’ di imbarazzo le rispondo: credo che vadano introdotti nel contenitore dell’indifferenziato, comunque per non dirle una fesseria, mi informerò meglio e le farò sapere lasciando un messaggio al barman. Continua la sig.ra: che poi bisogna capire quando è “pieno” rispetto a quando è “vuoto” in che modo differenziarlo, vero? Ed io sempre più imbarazzato dalle domande rispondo: credo che quando sia non “usato” seppur aperto va sciacquato è messo nella plastica sempre che il preservativo sia stato fatto in lattice, invece, quando è usato, “vuoto o pieno” che sia (qui ero imbarazzatissimo) va nell’indifferenziato”.

Dopo il successo del primo post, Andrea Guido è quindi tornato sull’argomento preservativi, specificando: “Il preservativo usato, secondo quanto previsto dalla Regione Puglia in materia di differenziazione dei rifiuti, soprattutto in riferimento alle piattaforme disponibili oggi, deve andare nell’indifferenziato. Questo sia chiaro per tutti. Anche se bisogna ammettere che talune case produttrici hanno già messo in commercio dei prodotti completamente biodegradabili e realizzati in puro latrice naturale i quali potrebbero essere avviati al compostaggio alla stessa stregua dell’organico. Questo però, oggi, in Puglia, non è ancora possibile, perché le piattaforme di compostaggio disponibili possono ricevere solo 2 codici C.E.R.: uno è quello che si riferisce ai rifiuti biodegradabili prodotti dalle cucine e dalle mense e l’altro ai rifiuti prodotti da giardini e parchi”.