Al di là dei discorsi di facciata, la notizia rappresenta una doccia gela per il governo Tsipras. La Banca centrale europea ha annunciato ieri la sospensione del programma di finanziamento delle banche greche, che in cambio di quella liquidità che sta fuggendo dai loro sportelli e di cui hanno bisogno consegnavano in garanzia dei titoli del debito pubblico greco.

Il motivo? “Non è al momento possibile assumere una conclusione con successo della revisione del programma” che era stato concordato tra il governo greco ed i creditori internazionali della Grecia.
A questo punto per le banche greche l’unico modo di ottenere liquidità e passare per lo sportello di emergenza (Ela) della Banca centrale nazionale, e anche questo strumento può essere revocato dalla Bce con una maggioranza di due terzi. In questo caso, la Grecia potrebbe vedersi costretta all’uscita dall’euro.

La decisione della Bce entrerà in vigore tra qualche giorno – esattamente l’11 febbraio -, ed è stata presa a seguito delle insistenze di diversi rappresentanti delle banche centrali nazionali della zona Euro. Il problema è che la Bce accetta normalmente solo titoli del debito pubblico che godono di un rating “investment grade“, e questo non è il caso dei titoli greci e ciprioti.

Ai due paesi è stata accordata una deroga in cambio di una serie di impegni in termini di risanamento dei conti e riforme economiche. Visti i passi indietro già compiuti dal governo Tsipras – per esempio sulla privatizzazione dei due principali porti del paese – la Bce (o meglio una solida maggioranza al suo interno) ha giudicato che questa deroga fosse decaduta.

Già nell’incontro tra il presidente delle Bce Mario Draghi ed il nuovo ministro delle finanze del governo Tsipras, Yanis Varoufakis, era subito apparso chiaro che il governo greco avrebbe ottenuto fondi e concessioni da Francoforte solo in presenza di un accordo a livello europeo.

Probabilmente il ministro delle finanze greco dovrà subire un’altra doccia gelata oggi, durante l’incontro con il suo omologo tedesco, Wolfgang Schaeuble. Insomma quello che il governo greco sembra non aver capito è che il “whatever it takes” pronunciato da Mario Draghi deve avvenire “dentro il mandato” della Bce. E quindi ad oggi è più probabile l’uscita della Grecia dall’Euro. E infatti la borsa di Atene oggi sta perdendo il 9%.