Il Presidente della Banca Centrale Mario Draghi, intervenendo a Lubiana per il decennale dell’ingresso della Slovenia nella moneta unica, ha chiaramente affermato che il punto forte dell’Europa debba essere soprattutto uno: la coesione. Solo restando unita l’Unione Europea potrà, secondo Draghi, incrementare la propria sicurezza e funzionare come dovrebbe. Una coesione, quella della Ue, che dovrebbe ripartire soprattutto dal miglioramento di ciò che non avrebbe funzionato fino a questo momento e avere fiducia nella forza che l’unione può infondere, bacchettato coloro che in quest’ultima, finora, avrebbero visto una pecca e non una marcia in più.

Secondo Mario Draghi, insomma, l’Unione Europea dovrebbe lavorare affinché diventi più stabile e prosperosa, in modo tale che tutti i propri cittadini ottengano quella sicurezza che tanto domanderebbero. Una domanda di sicurezza sempre più impellente, giustificata dall’ascesa dell’estremismo islamico, dell’estremismo politico ma anche di un ordine mondiali tutt’altro che certo.

Poi un messaggio diretto proprio ai cittadini, che dovrebbero essere orgogliosi di quanto l’Unione Europea sia riuscita a realizzare, soprattutto grazie al mercato unico e all’integrazione, che avrebbe aumentato l’influenza dell’Europa in tutto il mondo. Per non parlare degli effetti benefici che la moneta unica avrebbe avuto su alcuni Paesi, le cui valute, in precedenza, avevano scarso peso e scarsa autonomia monetaria.

Infine, il Presidente della Bce ha dichiarato: “Ci sono alcuni, oggi, che credono che l’Europa starebbe meglio se non avesse la moneta unica e si potesse svalutare il cambio. Ma i Paesi che hanno messo in atto le riforme non dipendono da un cambio flessibile per ottenere una crescita sostenibile e, per quelli che non hanno fatto le riforme, c’è da chiedersi che vantaggi porterebbe un cambio flessibile. Dopo tutto, se un Paese ha una bassa crescita della produttività a causa di problemi strutturali radicati, il cambio non può essere la risposta“.