Un maxi blitz dei Carabinieri di Santa Maria Capua Vetere, scattato alle prime luci dell’alba, ha permesso di sgominare un’organizzazione criminale che gestiva il traffico di stupefacenti in Campania. Gli arresti, eseguiti tra le province di Caserta e Napoli, sono giunti al culmine di una lunga indagine avviata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Napoli. L’accusa formulata dall’autorità giudiziaria è di associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga.

Il centro dello spaccio di cocaina, hashish e marijuana, era il Parco Verde di Caivano. I trafficanti di droga utilizzavano come corrieri dei minori per far giungere a destinazione gli stupefacenti eludendo i controlli delle forze dell’ordine. Le dosi di droga venivano nascoste nelle auto, sui motorini o addosso ai corrieri.

Alfano: inviare esercito a Napoli

Nei giorni scorsi il Ministro dell’Interno Angelino Alfano aveva invocato l’invio dell’esercito a Napoli per aumentare la sicurezza pubblica. Un’ipotesi scaturita dalla guerra tra clan per il controllo del mercato della droga e della prostituzione in corso nel capoluogo partenopeo.

L’ho detto anche a Renzi che adesso a Napoli ci vuole l’esercito. Abbiamo il contingente Strade sicure ma occorre una norma per mandare più soldati a Napoli. Ovviamente la città non va militarizzata, ma vanno diminuiti gli omicidi, e vanno liberate forze dell’ordine da mettere in strada. Non sono d’accordo con chi sostiene che tanto si ammazzano tra di loro, noi non possiamo fregarcene e dobbiamo far star zitte le pistole.

Il procuratore Giovanni Colangelo non è d’accordo all’invio dell’esercito perché i militari possono semplicemente presidiare gli obiettivi sensibili, ma non contrastare attivamente la criminalità organizzata. Riguardo al coinvolgimento dei minori nelle organizzazioni criminali Colangelo invoca una rivoluzione culturale:

Bisogna fare in modo che i figli – spesso giovanissimi – non trovino naturale rimpiazzare i padri finiti in cella. È una sfida che impegna lo Stato in tutte le sue forze, non solo quelle repressive.