La Guardia di Finanza italiana in collaborazione con la Polizia nazionale della Colombia e la Dea hanno messo a segno un’importante operazione nel campo della lotta al traffico di droga mettendo in ginocchio un grande cartello di caratura internazionale.

In totale sono 144 gli arresti effettuati tra Italia, Colombia e Stati Uniti, con una quantità di materiale sequestrato pari ad almeno 11 tonnellate di cocaina, che una volta immessa sul mercato avrebbe prodotto ricavi per circa 3 miliardi di euro.

Riguardo al versante italiano dell’operazione denominata Due Mari, diretta dalla direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, il risultato finale è stato quello dell’arresto di 15 narcotrafficante che avevano importato più di 240 kg di cocaina: i corrieri dell’organizzazione, gestita principalmente dai fratelli Monteleone erano incaricati di fare arrivare i soldi degli acquirenti calabresi ai venditori colombiani.

Elemento fondamentale per la risoluzione delle indagini è stato un errore di spedizione di un container contenente 90 panetti da un kg di cocaina, avvenuto a luglio del 2013: il carico sarebbe dovuto arrivare senza problemi a Civitavecchia, ma per un fraintendimento il container non è stato svuotato, arrivando così a Panama, dove le autorità hanno scoperto il contenuto ad agosto.

Le scoperte italiane hanno poi portato all’operazione della Dea americana, denominata Angry Pirate Due, che ha coinvolto tutta una serie di Paesi del Sud America in cui erano operativi i trafficanti: Colombia, Costa Rica, Venezuale, Ecuador, Messico, Cile e Brasile.

In particolare in Colombia erano coinvolti i membri dell’Esercito di Liberazione Nazionale, organizzazione terroristica che si finanzia anche con il traffico di droga.