L’equinozio è quel momento della rivoluzione terrestre intorno al sole in cui il disco celeste si trova allo zenit dell’equatore. Esso ricorre due volte durante l’anno solare ed indica un particolare giorno in cui  il periodo diurno e quello notturno sono uguali. Quest’anno ricorre il 20 marzo  e non è mai arrivato così presto negli ultimi 120 anni. A celebrare questo avvenimento parteciperanno anche il passaggio ravvicinato di due comete, la 252P/Linear e la P/2016 BA14 – la seconda è considerata un frammento della prima. I due corpi celesti passeranno vicini alla Terra, ma ad una distanza di tutta sicurezza e probailmente dovrebbero riservarci il regalo di una pioggia di stelle cadenti a fine mese.

Come spiega l’astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope: “Non capitava dal 1896 che un equinozio fosse così distante dal 21 marzo, e questa precocità è dovuta anche all’anno bisestile“. Il primo dei due corpi celesti passerà alla minima distanza dalla Terra – parliamo comunque di 5,3 milioni di chilometri – alle 14.15 – ci riferiamo all’ora italiana – del 21 marzo e sarà visibile solo dall’emisfero australe.

Sarà invece visibile dall’emisfero settentrionale la cometa P/2016 BA14, che alle 16,31 – sempre italiane del 22 marzo -, passerà a 3,5 milioni di chilometri dalla Terra. Secondo Gianluca Masi, sarà il terzo passaggio più ravvicinato di una cometa – e i precedenti risalgono al 1770 ed al 1366. A rendere più complessa la visione del passaggio della cometa ci sarà la luce della Luna: gli appassionati possono comunque osservare il passaggio dell’astro dopo le 21 con un telescopio del diametro di 200 millimetri, guardando tra le stelle della costellazione del Leone.