Uno si chiama Catalin Ciobanu e l’altro Mihai Florin Diaconescu. Il primo ha 32 anni ed è stato condannato per omicidio preterintenzionale e sequestro di persona, il secondo di anni ne ha 28 ed era dentro per rapina. Ieri pomeriggio verso le 18.30 questi due detenuti romeni sono evasi dal carcere romano di Rebibbia: hanno prima segato le sbarre e poi si sono calati lungo il muro di cinta annodando delle lenzuola – e poi si sono allontanati, secondo alcune ricostruzioni salendo su un autobus, secondo altre grazie ad un complice che li aspettava in auto.

L’allarme per l’evasione è scattato poco dopo e sono subito partite le ricerche con varie unità della polizia penitenziaria e altre forze di polizia. A quanto sembra la fuga è il frutto di un lavoro lungo mesi e del fatto che i due avrebbero nascosto nel magazzino le lenzuola senza che nessuno si fosse accorto di nulla durante i controlli. Per questo il dipartimento di amministrazione penitenziaria ha aperto un’inchiesta interna per verificare eventuali responsabilità.

La fuga, com’era prevedibile, ha scatenato una serie di polemiche. Secondo Donato Capece, segretario generale del Sap: “La doppia evasione è il prezzo che si paga per avere settemila uomini in meno. La mancanza di organico e i turni da nove ore ognuno non bastano a garantire la necessaria sicurezza Nonostante questo, pur avendo pronti 600 agenti idonei non vincitori, non abbiamo l’ok per farli assumere. Stesso discorso per le lenzuola che da anni chiediamo di sostituire con quelle di carta, anche e soprattutto per scongiurare il pericolo di suicidi in cella“. Un discorso che viene in sostanza replicato anche dal segretario generale aggiunto del sindacato della Fns Cisl Lazio Massimo Costantino: “Il personale in servizio nei quattordici istituti penitenziari della regione Lazio risulta essere sottodimensionato e non più rispondente alle esigenze funzionali dei penitenziari, dove si continua a registrare un esubero di detenuti rispetto alla capienza detentiva prevista“.

Secondo il sito del ministero della giustizia – i dati si riferiscono a maggio 2015 – nella casa circondariale di Rebibbia gli agenti effettivi di Polizia Penitenziaria sarebbero 162 – contro i 226 previsti. E dentro questo carcere ci sono 157 detenuti in più rispetto alla capienza di 1.235.