Giornata storica per la lotta alla criminalità organizzata. A Catania, dalle prime ore del mattino, è in corso un’imponente operazione del Comando provinciale dei Carabinieri, che vede impegnati 200 uomini, i quali stanno passando al setaccio un intero agglomerato del capoluogo, per arrestare 54 persone con l’accusa di associazione mafiosa, armi, traffico di stupefacenti, estorsioni e rapina. Gli inquirenti ritengono che siano tutti appartenenti alla famiglia mafiosa dei Santapaola ed in particolare al “Gruppo di San Giovanni Galermo”, una delle compagini preferite da “Nitto” Santapaola”. Nello specifico, il gruppo criminale avrebbe guadagnato – con spaccio di droga ed estorsioni ai danni di imprenditori e commercianti – circa 40mila euro a settimana.

Duro colpo alle mafie tra spaccio ed estorsioni

A Reggio Calabria, invece, blitz contro i vertici dell’ndrangheta grazie ad un’operazione dei Carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Reggio Calabria che ha portato al fermo di 116 persone. Tutti gli indagati sono accusati di associazione mafiosa, estorsione, porto e detenzione illegale di armi, trasferimento fraudolento di valori, truffa ed altri reati, tutti aggravati dalla finalità di aver agevolato la ‘ndrangheta. Portata alla luce, infine, una rete di estorsioni, danneggiamenti ed infiltrazioni appalti pubblici.

A Lecce, invece, la Direzione Investigativa Antimafia ha proceduto alla confisca del patrimonio di Mero Giuseppino, già condannato per associazione per delinquere e traffico di stupefacenti. Il patrimonio, adesso di proprietà dello Stato, è costituito da 28 immobili, una villetta indipendente, una società, un’impresa individuale e un conto corrente. Era “evidente la sproporzione tra gli esigui redditi dichiarati dal Mero e dal nucleo familiare rispetto a quelli allo stesso riconducibili” scrivono gli inquirenti.