La stagione di caccia che vede ogni anno l’uccisione di migliaia di balene, anche quest’anno ha comportato grandi scontri tra gli ambientalisti e le baleniere giapponesi che, senza scrupolo e rispetto, ammazzano questi poveri animali.

Quest’anno sembrerebbe però che le vittime siano anche gli stessi ambientalisti, in particolare quelli della Sea Shepherd.

Secondo quando raccontato da Peter Hammarstedt al telefono della radio australiana Abc, due navi arpionatrici giappononesi, durante la scorsa notte, avrebbero tentato di sabotare la nave Bob Barker, che da giorni stava bloccando le operazioni di caccia.

I giapponesi avrebbero gettato in acqua diversi cavi pesanti in acciaio che avrebbero dovuto bloccare le eliche delle imbarcazioni degli ambientalisti.

Per fortuna non ci sono state vittime.

Nel frattempo gli eroi del Sea Shepherd fanno sapere che, dopo due settimane di inseguimento costante, sono riusciti a bloccare l’attività della Nishin Maru, baleniera che navigava a 97 km dalla costa antartica.

L’obiettivo degli ambientalisti è quello di non permettere ai giapponesi di superare il 30% delle 1000 balene che hanno intenzione di uccidere.

Come ogni anno questa tortura si ripete per scopi che non giustificano una tale crudeltà, speriamo che gli esseri umani possano un giorno imparare dagli animali e iniziare così a rispettare ciò che la Terra che ci offre, evitando di distruggere ogni risorsa disponibile.