Quanti italiani fanno ricorso all’e-commerce? Secondo i dati diffusi dal consorzio di categoria Netcomm, in tre anni sono passati da 9 a 15 milioni, e nell’ultimo trimestre dell’anno scorso sono aumentati ancora, raggiungendo i 16 milioni. E a questi numeri corrisponde un aumento a doppia cifra del fatturato che è passato dagli 11,27 miliardi del 2013 ai 13,3 miliardi dell’anno passato – per un aumento del 20%, mentre se facciamo un paragone tra il 2006 ed il 2014, si può rilevare che le vendite web in questo periodo sono più che triplicate (nel 2006 erano pari a 4,1 miliardi).

I dati molto positivi non devono nascondere i problemi del settore, secondo un indagine Censis, un quarto degli utenti – esattamente il 28,7% – pensa che fare acquisti sul web sia rischioso ed ha paura delle truffe – i più preoccupati ovviamente sono gli over 65 (34,6%) e chi ha un grado di istruzione più elevato (32,6%). Per questo il 65% di chi fa acquisti si protegge usando una carta pre-pagata. Un altro 21,8% degli italiani – o meglio del campione che dovrebbe rappresentare gli italiani -esprime dubbi sullo stato del prodotto inviato o i tempi di consegna.

Tra le segnalazioni più frequenti arrivate all’Antitrust sui problemi legati all’e-commerce ci sono la mancata consegna del prodotto, il mancato rimborso del prezzo pagato al momento dell’ordine online a fronte dell’omessa consegna del bene ordinato, il mancato riconoscimento del diritto di recesso o della garanzia, o addirittura l’impossibilità di mettersi in contatto con il venditore online.

Come spiega il presidente dell’Antitrust Giovanni Pitruzzella: “Il commercio elettronico è una grande opportunità di crescita, ma nasconde molte insidie per i consumatori: l’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha fatto decine di provvedimenti per sanzionare pratiche commerciali scorrette e continuerà a non abbassare la guardia“.

Per cercare di aiutare gli utenti che vogliono comprare online senza essere truffati, l’Antitrust ha realizzato un decalogo sugli acquisti in rete che è stato reso pubblico prima di Natale e che nelle intenzioni dell’organizzazione dovrebe essere diffuso nelle scuole.