Tina Anselmi è morta – all’età di 89 anni – nella sua casa di Castelfranco Veneto. E’ stata la prima donna ad aver ricoperto la carica di Ministro della Repubblica: infatti venne nominata nel luglio 1976 alla guida del dicastero del Lavoro e della Previdenza Sociale nel governo presieduto da Giulio Andreotti.

Tina Anselmi è morta all’età di 89 anni

Tina Anselmi nasce in una famiglia cattolica con un padre socialista perseguitato dai fascisti. Nel 1944 assiste all’impiccagione di trentuno prigionieri per volere dei nazifascisti: così decide di partire per la Resistenza e diventa staffetta della brigata Cesare Battisti. Dopo poco tempo si iscrive alla Democrazia Cristiana e, subito dopo la guerra, si laurea in Lettere all’Università Cattolica di Milano. Diventa insegnante elementare e anche dirigente del sindacato dei tessili fino al 1948 per poi passare a quello delle insegnanti elementari. Dal 1958 al 1964 è incaricata nazionale dei giovani della DC. Qualche anno dopo diventa deputata, eletta nella circoscrizione Venezia-Treviso: a lei si deve la legge sulle pari opportunità.

Tina Anselmi è stata Ministro del Lavoro

Nel luglio 1976 viene nominata Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale nel governo Andreotti III: è la prima donna ministro in Italia. Subito dopo accetterà l’incarico di Ministro della Sanità nei governi Andreotti IV e V e sarà tra i principali autori della riforma che introdusse il Servizio Sanitario Nazionale in Italia. Infine, nel 1981 viene eletta presidente della Commissione d’inchiesta sulla loggia massonica P2.