Si chiamava Jim Marshall e aveva 88 anni, era l’inventore dell’amplificatore che prese poi il suo nome e divenne lo strumento fondamentale per ogni rock band che si rispetti.

Jim Marshall era un ingegnere elettronico che, narra la leggenda, realizzò il desiderio di Pete Townsend, chitarrista degli Who, di dare carattere al suo strumento amplificandone il suono e i colori: nacque così l’amplificatore e da quel giorno la musica non fu più la stessa.

La sua morte ha colpito molti grandi artisti che hanno voluto ricordarlo a modo loro, per esempio il mitico Slash, in un tweet scrive ‘The news of Jim Marshall passing is deeply saddening. R & R will never be the same w/out him. But, his amps will live on FOREVER!’, ‘la notizia della morte di Jim Marshall è davvero triste. R&R non sarà più lo stesso senza di te. Ma i suoi amplificatori vivranno PER SEMPRE!’.

Tra le suoe più grandi opere ricordiamo il Master Volume Marshall amps e il classico JCM800.

Jim Marshall non è stato però solo il potenziatore del rock, fu anche un grande uomo di carità che negli anni donò parte del suo patrimonio a chi ne aveva più bisogno, tra questi anche il Royal National Orthopaedic Hospital dove da bambino fu curato di tubercolosi.