Si può tristemente dire che con il mesto annuncio della scomparsa di Luigi Condurro si chiude definitivamente l’epopea di una certa classicità gastronomica, quella della pizza napoletana. L’annuncio pubblicato su Facebook della morte del titolare della mitica Pizzeria “Da Michele” ha lasciato tutti con la malinconia nel cuore: “Con tristezza diamo la notizia. È venuto a mancare il Maestro e Decano della Pizzeria Don Luigi Condurro“. Luigi era uno dei pochi depositari, insieme ai suoi antenati Salvatore e Michele, che diede il nome alla Pizzeria, dei segreti della vera pizza napoletana, tramandati di generazione in generazione dal 1870.

Scompare anche un po’ un mondo, quello appunto della napoletanità gastronomica più tradizionale, quella del famoso manufatto alimentare con la “pummarola ‘ncoppe”, quella cantata da Aurelio Fierro, celeberrima a tutte le latitudine e decantata ancora in moltissimi posti dell’emisfero. Va sempre più scomparendo in qualche modo il mondo dell’artigianato gastronomico e dei saperi culinari delle tradizioni popolari, soppiantato dalla post-modernità, dall’anonimia delle pizzerie inserite in contesti urbani de-storicizzati, decontestualizzati.

Con Luigi Condurro evidentemente scompare anche una “filiera”, una scuola artigianale che faceva capo proprio a uno storico iniziatore come Michele Condurro, di chi la pizza la fa solo in un unico identico modo con le due classiche varianti di gusto “Margherita” e “Marinara”, le due tipologie di riferimento dell’Associazione Verace Pizza Napoletana, quelle adottate per disegnare il disciplinare Stg in vigore attualmente, e che ancora oggi costituisce l’unico parametro di riferimento nel settore della pizzeria.

Un disciplinare quello dei Maestri Condurro che ha fatto parlare dalle parti di Napoli Ferrovia di stile “a ruota di carro”, con il famoso cornicione ad alveoli che deborda dal piatto per finire rigoglioso sul tavolo in marmo , una magica simbiosi di latticino e farina, di pasta e pomodoro, pronto ad esser volteggiato tra le mani e cotto in forno per qualche minuto prima di deliziare il nostro palato.