Fin dall’inizio si pensava fosse morto l’uomo che aveva cercato di bloccare la folla corsa del camion che il 14 luglio scorso si è scagliato sulla folla lungo la Promenade des Anglais a Nizza. In queste ultime ore è, invece, arrivata la bella notizia: quell’eroe è sano e salvo, anche se adesso dovrà affrontare problemi psicologici e fisici non da poco, tra cui una costola rotta, un enorme ematoma sulla schiena e la mano sinistra dolorante.

L’uomo, che è un dipendente dell’aeroporto di Nizza, è stato intervistato dal “Nice Matin” dove ha raccontato quegli attimi di terrore e confusione assoluta mentre era in giro con lo scooter in compagnia della moglie:

“Volevo vedere i fuochi d’artificio ma eravamo usciti troppo tardi. Abbiamo percepito un movimento di folla alle nostre spalle. Abbiamo sentito delle grida e visto delle macchine che si mettevano di traverso. Il tempo di girarci e abbiamo visto la folla che correva in tutte le direzioni, come se scappasse da qualche cosa. In quel momento abbiamo visto arrivare il camion“.

È stato allora che il motociclista ha deciso di intervenire e, dopo aver fatto scendere la moglie dal mezzo, ha raggiunto il camion omicida:

Volevo fermarlo a tutti i costi. Ero in uno stato alterato ma allo stesso tempo lucido. Alla fine sono riuscito a mettermi alla sua sinistra, il mio obiettivo era arrivare alla cabina. Quando sono arrivato alla sua altezza, mi sono posto la domanda: cosa vuoi fare con il tuo povero scooter? In quel momento l’ho lanciato contro il camion, ho continuato a corrergli dietro. Ricordo che sono caduto e poi sono ripartito a gambe levate. Non sapevo più quello che stavo facendo. E alla fine sono riuscito ad aggrapparmi alla cabina“.

L’uomo si è, così, trovato faccia a faccia con il terrorista ed ha cercato di fermarlo in ogni modo:

“Ero al livello del finestrino aperto. Davanti a lui. L’ho colpito, colpito e colpito ancora. Ho usato tutte le mie forze e la mia mano sinistra anche se non sono mancino. Colpi al viso. Lui non diceva niente, non reagiva. Ero pronto a morire! Ero lucido ma pronto a morire per fermarlo. E continuavo a picchiarlo. Ho tentato di farlo uscire dal finestrino, non riuscivo ad aprire il maledetto sportello. Lui mi ha dato un pugno in testa, mi hanno dovuto mettere due punti, e sono caduto sul marciapiede”.

Un gesto straordinario e coraggioso ripreso da un giornalista tedesco affacciato da un hotel sul lungomare: quando lo scooter è finito sotto le ruote del camion il piccolo eroe era stato dato per spacciato ma, fortunatamente, ne è uscito illeso e proprio grazie a lui il camion della morte ha rallentato permettendo agli agenti di polizia di uccidere l’attentatore.