Il sostantivo femminile ebdomada (nelle possibili varianti eddomada o edòmada) deriva dal latino tardo hebdomăda, propriamente “settimana”, a sua volta derivato dal greco antico hebdomás, ovvero “gruppo di sette (giorni)”, la cui radice deriva dalla parola greca επτά (pron. eptà), che significa “sette”.

Si tratta dunque di una voce poco comune utilizzata (specialmente in letteratura) per indicare l’ arco di tempo coperto da quella che generalmente viene definita “settimana”. Sinonimo del termine può quindi essere considerata, oltre a “settimana”, anche la locuzione “sette giorni”.

Dal sostantivo ebdomada deriva poi l’ aggettivo ebdomadario (anticamente “edomadàrio”, dal lat. hebdomadarius), il cui significato viene fatto coincidere con quello di “settimanale” o “a cadenza settimanale”, oggi utilizzato per indicare la periodicità di giornali e riviste (da cui ad esempio il nome di ‘Charlie Hebdo’, noto periodico settimanale satirico francese). Esempi di utilizzo del termine sono quindi “giornale ebdomadario”, “ebdomadario sportivo”, “ebdomadario scientifico” e così via.

 In passato, con il termine ebdomadario si era invece soliti indicare il sacerdote addetto al servizio liturgico per tutta una settimana o per un giorno stabilito, a rotazione con altri ecclesiastici (es. “canonico ebdomadario”, “frate ebdomadario” o, più semplicemente, “l’ ebdomadario”).

Molto raramente viene infine utilizzato l’ avverbio ebdomadariaménte, ovvero “settimanalmente”.