Il sostantivo maschile ebeno (dal greco ébenos) costituisce una variante arcaica e letteraria del termine ebano, con il quale si identifica un particolare tipo di legno, ricavato da diverse specie di alberi del genere Diospyros, molto scuro, duro, di grana finissima e particolarmente pregiato, oggi utilizzato per la fabbricazione di strumenti musicali, sculture, manici di coltello, impiallacciature, mobili di lusso e altri oggetti ornamentali (es. “un mobile d’ ebano”; “Indi per alto mar vidi una nave [...], Tutta d’ avorio e d’ ebeno contesta” Petrarca).

In botanica, il termine ebano (o ebeno) viene inoltre usato per indicare il Diospyros ebenum, pianta tropicale appartenente alla famiglia delle Ebenacee, da cui si ricava appunto il suddetto legno. Si tratta di un albero sempreverde, di medie dimensioni (fino a 20/25 m di altezza), il cui frutto è simile ad un piccolo caco.  Tipico dello Sri Lanka, l’ ebano cresce tuttavia in una vasta zona geografica che si estende dall’ India all’ arcipelago malese. Il suo legno è costoso e molto ricercato, nonché largamente impiegato in ebanisteria e liuteria.

Per estensione, il termine ebano può infine essere utilizzato al posto di nero, proprio in riferimento alla caratteristica tinta del pregiato legno, di un nero intenso e lucente (es. “capelli d’ ebano”; “pelle d’ ebano”, ecc.).