Con il sostantivo femminile ebullioscopia (comp. del tema lat. ebullire = bollire e -scopia = studio) in fisica e chimica si intende la misura del punto di ebollizione di una soluzione. Più nello specifico, l’ ebullioscopia si concentra sullo studio delle variazioni del punto di ebollizione delle soluzioni in funzione della loro concentrazione; ovvero lo studio dell’ influenza determinata sul punto di ebollizione di un liquido solvente, da una sostanza in esso disciolta (es. il punto di ebollizione di un litro di acqua aumenta di un grado Celsius ogni 58 grammi di sale aggiunti). Indirettamente, questo tipo di osservazione fornisce, tra l’ altro, metodi per la determinazione del peso molecolare, in quanto, per soluzioni diluite e per un dato solvente, l’ aumento del punto di ebollizione (o innalzamento ebullioscopico) è direttamente proporzionale al peso molecolare del soluto, del quale è così possibile la determinazione (ebulliometria ). Misurando l’ innalzamento del punto di ebollizione rispetto al solvente puro (di cui sia nota la costante ebullioscopica), ed applicando la legge di Raoult, si può quindi risalire anche al peso molecolare della sostanza in esame (soluto). L’ ebullioscopia si configura dunque come un metodo per determinare il peso molecolare delle sostanze in soluzione o la concentrazione di una sostanza.