Il suo nome è già tutto un programma: Atlante, ovvero il titano che venne condannato da Zeus a reggere l’intera volta celeste. Il fondo Atlante avrà una dotazione di cinque miliardi di euro – aumentabili fino a sei – ed è stato promosso dal governo – ma i soldi arriveranno da risorse private. A lanciarlo sarà la Quaestio Capital Management Sgr – tra i suoi soci ci sono la Fondazione Cariplo (37,65%), la Cassa Italiana di Previdenza ed Assistenza dei Geometri Liberi Professionisti (18%), Direzione Generale Opere Don Bosco (15.60%) e Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì (6.75%) –, ed ha raggiunto un importante numero di adesioni da parte di banche, fondazioni ed altri – parteciperà anche la Cassa Depositi e Prestiti ma con una quota limitata.

Come spiega il comunicato che lo ha lanciato, il Fondo Atlante servirà ad “assicurare il successo degli aumenti di capitale richiesti dall’Autorità di Vigilanza a banche che oggi si trovano a fronteggiare oggettive difficoltà di mercato, agendo da back stop facility” e a “risolvere il problema delle sofferenze. L’ammontare di sofferenze che potranno essere deconsolidate dai bilanci bancari sarà di gran lunga superiore a quelle acquistate dal Fondo, in quanto Atlante concentrerà i propri investimenti sulla tranche junior di veicoli di cartolarizzazione, potendo far leva su quelle a maggior seniority per le quali c’è un manifesto interesse da parte degli investitori“.

L’Obiettivo del fondo è quello di “eliminare l’elevato sconto al quale il mercato valuta le istituzioni finanziarie italiane per via dello stock di sofferenze quadruplicato dal 2007 a causa della severità della recessione; dei tempi lunghi di recupero dei crediti, molto al di sopra della media europea; dei massicci aumenti di capitale richiesti dalle svalutazioni; dell’incertezza circa la capacità di alcuni istituti di completare con successo gli aumenti richiesti dall’Autorità di vigilanza“. Il governo Renzi ha espresso soddisfazione per la nascita del Fondo Atlante. L’esecutivo intende agevolare la nascita del fondo con norme “di accompagnamento” che permettano di velocizzare il recupero crediti, inserendole nel dl banche - che dovrebbe affrontare anche il tema indennizzi.