L’eclissi solare prevista per il prossimo 20 marzo rischia di mandare in tilt la rete energetica europea, ormai sempre più dipendente dal fotovoltaico. A rivelarlo è la Regste, la Rete europea dei gestori di servizi elettrici, che non esclude il rischio di incidenti. Gli operatori energetici europei, tuttavia, si stanno preparando da mesi per affrontare l’improvviso calo di energia solare che potrebbe destabilizzare la rete energetica europea.

Il calo di potenza nel sistema sarà consistente: l’eclissi solare del 20 marzo 2015, infatti, farà venire a mancare 35.000 MW di energia fotovoltaica, l’equivalente di 80 centrali elettriche di medie dimensioni. La riduzione dell’energia fotovoltaica disponibile sarà graduale. L’energia verrà progressivamente reimmessa in rete. Tutto si svolgerà nell’arco di due ore. Tutti i Paesi europei saranno interessati dal fenomeno. L’eclissi potrebbe creare problemi ai gestori di rete perché avverrà in orari lavorativi per migliaia di europei, quando i consumi elettrici fanno solitamente segnare un picco. Gli operatori potrebbero avere qualche difficoltà a soddisfare la richiesta.

Quella del 20 marzo non è certo la prima eclissi solare in Europa. Ciononostante si tratta di un test senza precedenti per la rete elettrica del Vecchio Continente. L’ultima eclissi solare risale infatti al 1999. Nel frattempo la fetta di energia coperta dal fotovoltaico è diventata sempre più consistente. Basti pensare che se nel 2002 l’energia fotovoltaica corrispondeva appena allo 0,1% dell’energia totale generata in Europa dalle fonti rinnovabili, oggi si attesta sul 10,5%. Nell’Europa continentale il 3% dei consumi elettrici oggi è coperto dal fotovoltaico. Per questa ragione, un calo improvviso della potenza fotovoltaica potrebbe mandare in tilt il sistema se non si prenderanno contromisure adeguate.

La Regste ha sottolineato in una nota l’importanza della cooperazione tra gli stati membri per fronteggiare eventuali emergenze. L’Europa si avvia verso una progressiva decarbonizzazione dell’economia. Riuscire a fronteggiare eventi simili è un passo fondamentale per aumentare ulteriormente la dipendenza dalle energie pulite senza far collassare il sistema produttivo. Il fotovoltaico e l’eolico, infatti, non permettono una generazione di energia costante come le fonti fossili. Grazie a sistemi di stoccaggio più potenti e alle reti intelligenti, l’industria energetica sta risolvendo queste criticità, permettendo di avere elettricità pulita a disposizione anche di notte e in assenza di sole e di vento.

Gli esperti della Regste fanno però notare che un’eclissi di sole non è certo paragonabile alla scarsa radiazione solare disponibile al tramonto o all’alba. Quando il sole si eclissa per due ore nei momenti centrali della giornata, infatti, è come se in 24 ore la rete energetica dovesse sostenere i cali di potenza di due tramonti e due albe. Il prossimo 20 marzo i gestori dei servizi elettrici dei vari stati membri si manterranno in contatto per coordinare eventuali misure di emergenza. Le contromisure da adottare e le precauzioni per i possessori di impianti fotovoltaici connessi alla rete verranno comunicate nei singoli Paesi dai vari gestori.