Dopo  anni difficili in cui si stentava a intravedere barlumi di speranza, il 2015 potrebbe essere l’anno della ripresa per l’Europa. A trainare la crescita economica, che si manterrà tuttavia su livelli modesti, saranno il calo del prezzo del petrolio e l’apprezzamento del dollaro sull’euro. I dati  sulle prospettive dell’economia europea nel 2015 sono stati diffusi dall’Istat, dall’Insee e dall’Ifo. I tre principali istituti di ricerca economica europei attribuiscono alla riduzione del costo del petrolio un aumento dei consumi che sosterrà la ripresa nel primo semestre dell’anno.

Le ricadute dell’apprezzamento del dollaro sull’euro saranno invece visibili sul fronte della domanda estera che subirà un incremento. Timidi segnali di ripresa nel Vecchio Continente, d’altra parte, si erano già visti nell’ultimo semestre del 2014. Sia nel terzo che nel quarto trimestre, infatti, come confermano i report trimestrali degli istituti di ricerca, l’attività economica nell’Eurozona aveva subito un incremento dello 0,2%. Nel 2015 il trend positivo dovrebbe essere riconfermato, complici un aumento della domanda interna e i costi sempre più bassi dell’energia.

Il reddito a disposizione dei cittadini dell’Unione sarà leggermente maggiore, con ricadute positive sui consumi che da anni stentano a ridecollare a causa dell’inflazione. Ad accrescere il potere d’acquisto degli europei saranno i lievi incrementi salariali e tassi d’inflazione sempre più bassi. Nel primo trimestre del 2015 l’inflazione toccherà infatti livelli minimi a causa del prezzo del petrolio fermo a 56 dollari a barile e del tasso di cambio dell’euro a  quota 1,21 dollari. Come illustra l’Istat nell’ultimo report trimestrale del 2014:

“L’inflazione sarà influenzata da prospettive ancora negative per i prezzi dei beni manufatti e dell’energia, neutrali per i servizi e moderatamente positive per gli alimentari. L’accelerazione dell’attività economica nella prima metà del 2015 è prevista riflettersi sui prezzi solo a partire dal secondo trimestre (0,2%)”.

Secondo gli analisti lo scenario sarà decisamente più roseo anche sul fronte degli investimenti che torneranno a crescere, seppur  a livelli moderati, a causa di condizioni di finanziamento più favorevoli e di un aumento della domanda interna.

Nella seconda metà del 2015 purtroppo l’inflazione potrebbe tornare a crescere. La ripresa economica in Europa, inoltre, potrebbe subire una nuova battuta d’arresto a causa degli esiti delle elezioni politiche in Grecia che potrebbero minare ulteriormente la stabilità già in bilico della moneta unica, in caso di vittoria degli euroscettici.

Foto: Alex Guibord via Flickr