La crisi della Grecia e la bolla finanziaria della Cina preoccupano i mercati globali. Il Fondo Monetario Internazionale, nel suo ultimo rapporto, sostiene che i due Paesi rappresentano un ostacolo per la ripresa dell’economia mondiale.

Per quanto riguarda la Grecia, Olivier Blachard, capo economista del Fondo Monetario Internazionale, auspica che lo scontro con l’UE del governo Tsipras non porti a un’uscita del Paese dall’euro. Un’eventualità che potrebbe pesare sui mercati internazionali. Ciononostante l’FMI non cede a facili allarmismi, spiegando che la crisi greca al momento non ha provocato grossi scossoni al mercato globale.

L’FMI si impegnerà a far rimanere la Grecia nell’Eurozona ma chiarisce che in caso di un’uscita del Paese dall’euro, gli effetti sui mercati globali sarebbero contenuti. A soffrirne maggiormente sarebbero i Paesi UE periferici che vedrebbero aumentare, seppur lievemente, lo spread. La Grecia, ricorda l’FMI, conta per appena il 2% del PIL dell’Eurozona. Gli economisti del Fondo Monetario Internazionale avvertono il Paese che abbandonare la moneta unica esporrebbe l’economia greca a rischi ben maggiori del conto già salato pagato dai conti pubblici e dalla popolazione finora.

A preoccupare l’FMI è anche la bolla cinese, scoppiata solo in parte. Secondo gli analisti, nei prossimi mesi, dopo la recente erosione di 2.500 miliardi di dollari, non sono esclusi ulteriori scossoni sul mercato di Shanghai.

Alla luce dei nuovi ostacoli emersi per il mercato globale, le stime sulla crescita dell’economia mondiale del Fondo, pubblicate nel World Economic Outlook, sono state riviste al ribasso per il 2015, a quota 3,3%, con un decremento dello 0,2% rispetto alle previsioni pubblicate nel mese di aprile. Per il 2016 l’FMI prevede un tasso di crescita del PIL mondiale del 3,8%.

Economia italiana verso lenta ripresa: + 0,7% PIL nel 2015, +1,6% nel 2016

Per quanto riguarda l’Italia l’FMI per il 2015 prospetta una crescita del PIL pari allo 0,7%, con un incremento dello 0,2% rispetto alle stime di aprile. Nel 2016 il PIL italiano dovrebbe invece crescere dell’1,6%. L’ultimo report dell’FMI per il 2016 parlava di una crescita inferiore dello 0,1% rispetto alle nuove previsioni.