Educazione Siberiana è il primo romanzo dello scrittore russo Nicolai Lilin. Pubblicato nel 2009, il libro è stato tradotto in 23 lingue e distribuito in 20 paesi nel mondo, raccogliendo fin da subito un grade successo di pubblico.

Nicolai Lilin, nato in Transnistria e italiano d’adozione, è al tempo stesso autore e protagonista del romanzo, in cui racconta la sua infanzia, adolescenza e maturità nella comunità criminale di origine siberiana (Urka Siberiani) stanziata in Transnistria, regione dell’ex Urss autoproclamatasi indipendente nel 1990, ma non riconosciuta da alcuno Stato.

Negli anni dell’infanzia di Lilin, in Transnistria la criminalità è talmente diffusa che un anno di servizio in polizia ne valeva cinque, esattamente come in guerra. Qui i ragazzi crescono e imparano a vivere secondo le leggi della strada, ma l’apprendistato dei ragazzi della comunità è più complesso, poiché ad essi viene chiesto di diventare una contraddizione vivente: dei “criminali onesti”. Un’altra scuola, ben più importante di quella della strada guida il loro percorso, una scuola che passa attraverso l’insegnamento dei vecchi, dei criminali anziani. Sono loro, giorno dopo giorno, a trasmettere il valore dell’amicizia, della lealtà e della condivisione dei beni.

Le avventure di strada, le giornate al fiume, gli scontri tra adolescenti guerrieri e soprattutto il sapere dei vecchi, che portano l’esistenza tatuata sulla pelle e trasmettono con pazienza e rigore il loro modo di capire il mondo, sullo sfondo dellla Transnistria, terra di tutti e di nessuno, crocevia di traffici internazionali e di storie d’uomini, che si racconta in questa grande epopea criminale, narrata direttamente da chi l’ha vissuta.

Un testo ricco di azione, dove ferocia e altruismo convivono con naturalezza. La storia di una vita straordinaria e di un universo che non assomiglia a nessun altro, che unitamente ad uno stile narrativo intenso ed espressivo ha decretato l’enorme successo di Educazione Siberiana.

Dal romanzo, che ha valso a Lilin gli elogi di Roberto Saviano e l’invito a numerose trasmissioni e talk show, nel 2013 è stato tratto l’omonimo film, diretto da Gabriele Salvatores.