Egiziani già in coda ai seggi per votare al referendum sulla costituzione. Le urne sono state aperte alle 8 ora locale, le 7 in Italia, e si chiuderanno alle 18, le 19 italiane. Dieci i governatorati egiziani coinvolti da questa prima tornata, tra i quali città come Il Cairo e Alessandria. La prossima tranche, che riguarderà altre 17 regioni, si terrà il 22 dicembre. Una divisione resa necessaria dalla protesta dei magistrati contro il decreto del 22 novembre emanato dal presidente Mohamed Morsi. Cinquantuno milioni, in tutto, gli egiziani chiamati a esprimere il loro parere sulle modifiche alla carta costituzionale. I risultati saranno resi noti entro il 24 dicembre.

Ma la vigilia del voto è stata tormentata da nuovi scontri tra sostenitori e oppositori di Morsi, nonostante il ritiro del decreto con il quale il presidente egiziano si attribuiva poteri illimitati. Ieri al Cairo e ad Alessandria lanci di pietre e violenze di piazza hanno provocato una decina di feriti. Si teme tensione anche ai seggi e per questo il governo ha allertato l’esercito e le forze di polizia: 120 mila soldati e 130 mila poliziotti sono pronti a schierarsi per garantire la sicurezza del voto. Pronti anche blindati e ambulanze (foto by Infophoto).