È una vera e propria strage quella che avvenuta a Menyah, una località a circa 250 km di distanza da Il Cairo, in Egitto: un autobus con a bordo una comitiva di cristiani copti è stato preso da assalto da un gruppo armato di dieci uomini.

Con indosso delle divise militari e imbraccianti mitragliatrici, il commando ha bloccato il mezzo, è salito a bordo del veicolo e ha aperto il fuoco sui passeggeri: stando a quanto afferma un testimone esisterebbe anche un filmato del massacro, a opera di uno dei membri del gruppo di assalitori.

Il bilancio delle vittime è di 35 persone uccise, come ha riferito Anaba Ermya, ex portavoce della chiesa copta ortodossa: tra questi vi sarebbero anche numerosi bambini. I numeri sono contestati però dal Ministero della Salute locale, che parla invece di 25 morti e 27 feriti.

Ancora ignota l’identità o la finalità degli assalitori, né d’altro canto è stata finora pubblicata alcuna rivendicazione. Erano due i bus che trasportavano la comitiva di cristiani copti per un pellegrinaggio presso il monastero di Anba Samuel.

In attesa di avere dati più precisi il presidente Abdul Fattah al-Sisi ha indetto una riunione d’emergenza con i responsabili della Sicurezza: nel frattempo sono entrate in azione le forze speciali, che hanno provveduto a installare posti di blocco in tutta la zona al fine di catturare gli uomini del commando.

Veemente la reazione del grande imam di Al Azhar, autorità riconosciuta e a capo dell’università musulmana sunnita del Cairo: questi ha definito quanto accaduto un gesto inaccettabile che “mira a danneggiare la stabilità dell’Egitto. Ogni musulmano e ogni cristiano lo condanna”.

L’attentato fra l’altro è avvenuto un giorno prima dell’inizio del Ramadan, ha sottolineato il portavoce della chiesa cattolica copta, padre Rafiq Grech: si tratta di “un crimine ignobile perché i terroristi hanno ucciso civili innocenti, non armati, che erano diretti al monastero, in una sorta di pellegrinaggio religioso”.

L’aggressione non è che l’ultimo attacco alla comunità copta in Egitto: solo lo scorso 9 aprile due chiese furono oggetto di attentati esplosivi nei quali persero la vita 44 persone, mentre a dicembre un terrorista si fece saltare in aria nei pressi della cattedrale di San Marco al Cairo, provocando 27 vittime. In questo caso fu l’Isis a rivendicare l’attentato.