Il caos in Egitto continua. E mentre l’Unione Europea discute di rapporti e misure da adottare, nel paese africano è tregua tra l’esercito e i Fratelli musulmani, anche se la tensione rimane comunque alta. Cancellati alcuni cortei, ma intanto in prigione si registrano altri 36 morti. Intanto, ieri, tregua: vero, i Fratelli Musulmani hanno cancellato due dei cortei indetti a Il Cairo, ma la tensione rimane comune molto alta, visto che i militari controllano i documenti a tappeto e si teme che gli scontri possano riprendere da un momento all’altro.

Dimostranti pro-Morsi, intanto, si stanno radunando a Piazza Roxy, vicino al palazzo della presidenza egiziana a Heliopolis presidiata in forze dai blindati militari. Intanto 36 Fratelli Musulmani sono morti durante scontri in prigione per aver inalato gas lacrimogeni. In tutto questo s’inseriscono le dichiarazioni dei vertici militari: “L’esercito non ha intenzione di prendere il potere e vuole l’inclusione degli islamisti – le parole del ministro della Difesa e capo delle forze armate egiziane, il generale Abdel-Fatah el-Sissi – abbiamo dato molte possibilità per mettere fine alla crisi in modo pacifico e chiediamo che i seguaci dell’ex regime partecipino alla ricostruzione del percorso democratico e si integrino nel processo politico e nella mappa futura”.

In tutto questo l’Unione Europea sta studiando le relazioni diplomatiche con l’Egitto. Il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy e il presidente della Commissione europea Josè Manuel Barroso: “L’Ue, insieme agli Stati membri, rivedrà urgentemente le relazioni con l’Egitto nei prossimi giorni e adotterà misure per perseguire questi obiettivi”.