La situazione in Egitto continua ad aggravarsi. La tv di Stato ha annunciato l’arresto a Il Cairo della guida dei Fratelli musulmani, Mohamed Badia, che sostiene il presidente deposto Mohamed Morsi. L’emittente egiziana Ontv, vicina al governo, ha trasmesso in esclusiva le immagini della cattura: la guida spirituale della Confraternita, 70 anni e ricercato da diverso tempo, è apparsa in buone condizioni, seduto su un divano con un paio di uomini armati di Ak47 al fianco.

Nel blitz è stato arrestato anche il portavoce dell’Alleanza delle formazioni pro-Morsi Youssef Talaat, accusato di incitamento alla violenza. Solo qualche giorno fa la guida della Confraternita, che il portavoce Ahmed Aref spiega “è  la confraternita nel cuore di tutti gli egiziani che rifiutano il golpe militare”, aveva esortato i confratelli a resistere fino alla vittoria. Come guida provvisoria della Confraternita i Fratelli musulmani hanno nominato Mahmud Ezzat: segretario generale del movimento, è stato arrestato più volte per adesione a una formazione illegale ai tempi di Mubarak.

Ma la notizia che alimenta una situazione già esplosiva riguarda proprio Mubarak. L’ex presidente otterrà entro due giorni la scarcerazione e tornerà a essere uno dei protagonisti della vita politica del Paese: ”Non è stato condannato, sono passati i 18 mesi di carcerazione preventiva, è quindi suo diritto uscire entro le prossime 48 ore” ha spiegato l suo avvocato Farid el Dib in merito alla scarcerazione dell’ex presidente. Una libertà condizionata che sarà decisa dai giudici, probabile la scelta di un ospedale militare o gli arresti domiciliari.

In serata la «Coalizione anti-golpe» ha sfidato il coprifuoco in vigore dalle 19 alle sei del mattino e ha organizzato marce di protesta in almeno 4 centri per la morte di 37 Fratelli Musulmani (denunciato come un omicidio di massa) domenica durante il loro trasferimento da una prigione ad un’altra a nord del Cairo. Le stragi continuano senza pietà come dimostra il massacro nel Nord del Sinai di 25 poliziotti: secondo le prime ricostruzioni ufficiali sull’accaduto un gruppo di 11 uomini armati a bordo dei pickup ha attaccato un convoglio di due minibus e costretto gli ufficiali appena congedati a scendere. Legati e messi in fila, sono stati uccisi tutti a colpi di pistola. I loro corpi sono stati trovati in un bagno di sangue sul ciglio della strada.

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