In Egitto il quarto anniversario della rivoluzione del 2011 che ha posto fine al regime di Hosni Mubarak è stato nuovamente macchiato di sangue.

Gli scontri tra polizia e i manifestanti, svoltisi in varie parti del Paese, tra cui Alessandria e Il Cairo, hanno lasciato sul campo un pesante bilancio di almeno 18 morti.

Già venerdì 23 gennaio, alla viglia dell’anniversario della rivoluzione, l’Egitto era rimasto scosso dalla morte di una studentessa diciassettenne durante una manifestazione dei Fratelli Musulmani ad Alessandria.

Sabato 24 gennaio è stato invece il turno di Shaima Al-Sabbagh, 32enne attivista del partito Alleanza popolare socialista, protagonista di una marcia pacifica in piazza Tahrir. Hanno fatto il giro del mondo le foto della donna stramazzata al suolo e soccorsa dai suoi compagni dopo essere stata colpita da una scarica di proietti di gomma esplosi dalla polizia.

Ma gli scontri più sanguinosi si sono tenuti domenica al Cairo, in particolar modo presso il quartiere Al Matariyyah, notoriamente ad alta concentrazione di membri dei Fratelli Musulmani. Secondo le ricostruzioni delle autorità negli scontri sarebbe morto anche un giovane poliziotto.

Il Ministero degli Interni non ha esitato a definire “terroristi” i manifestanti, uno dei quali, ucciso ad Alessandria sarebbe stato visto imbracciare un mitra, mentre al Cairo sarebbero stati uccisi due uomini che stavano piazzando un ordigno sotto un pilone. La polizia ha inoltre confermato l’incendio doloso di un edificio governativo dato alle fiamme dai manifestanti.

In Egitto dal settembre dell’anno scorso il governo della nuova giunta militare ha approvato una legge che restringe con forza il diritto alla protesta, creata allo scopo di limitare il campo dei Fratelli Musulmani, ma che di fatto è rivolta a qualsiasi schieramento.

Il Presidente Abd al-Fattah al-Sisi nelle ore precedenti ai primi scontri era apparso in televisione per pronunciare un discorso nel quale commemorava l’importante della rivoluzione egiziana, soffermandosi in particolar modo sulla svolta impressa dai militari durante il giugno del 2013, che ha sostituito gli islamisti al governo.

Foto: Infophoto