L’Egitto potrebbe essersi reso protagonista di un altro caso molto simile a quello dello che è accaduto al nostro connazionale Giulio Regeni. È stato infatti ritrovato un altro attivista massacrato: il giovane, Khaled Abdel Rahman, originario di Alessandria d’Egitto, è stato tratto in salvo con il corpo che mostrava ineludibili segni di violenza. Il ragazzo, attualmente, sarebbe in pericolo di vita ma a quanto pare potrebbe cavarsela.

Rahman è stato arrestato tra il 22 e il 23 aprile scorsi durante il blitz compiuto dalle forze dell’ordine per prevenire la manifestazione che poi si è svolta nella giornata di ieri in Egitto. La sorella del giovane e alcune organizzazioni non governative avrebbero denunciato il fatto che il ragazzo abbia subito torture su tutto il corpo, messe in atto anche con scariche elettriche sui genitali. E il caso di Khaled Abdel Rahman o di Giulio Regeni non sarebbero isolati perché a quanto pare le associazioni interessate al fenomeno dei desaparecidos in Egitto avrebbero effettuato numerose denunce di questo tipo. Tra l’altro, si sarebbe appreso che anche Ahmed Abdallah, direttore della Commissione per i diritti e le libertà in Egitto sarebbe stato arrestato.

E la situazione nel Paese è sempre più tesa e complicata. Oltre ai casi segnalati e al notissimo caso di Giulio Regeni, che sta tenendo banco a livello internazionale e che sembra ancora ben lontano dalla verità, in Egitto è stata fermata anche Basma Mostafa, una giornalista che si è interessata del caso Regeni, ed è anche stata denunciata la Reuters, che avrebbe fatto lo scoop sull’arresto di Regeni stesso.

Il caso del nostro connazionale, che sembra stia diventando un simbolo in Egitto, e quello che è accaduto a Khaled Abdel Rahman e forse a molti altri, pare stia provocando parecchio nervosismo nelle autorità egiziane, nonostante queste ultime, nelle scorse ore, abbiamo dato qualche spiraglio di maggiore collaborazione sull’inchiesta che dovrebbe portare all’accertamento della verità sulla morte di Giulio Regeni.