Trenta morti solo sabato 25, dopo i 22 del 24 gennaio. Ben 300 arresti il 25 gennaio, 600 negli ultimi due giorni. La guerra civile in Egitto diventa sempre più cruenta. Il fine settimana era cominciato molto male con tre bombe contro le sedi della polizia al Cairo.

Il pretesto delle violenze di sabato (foto by InfoPhoto) era il terzo anniversario del giorno in cui cominciò la rivolta contro Hosni Mubarak. Ma la natura degli scontri che durano ormai da più di sei mesi è sempre la stessa: gli islamisti guidati dai Fratelli musulmani si ribellano al rovesciamento di regime operato dall’esercito, in seguito al quale venne deposto l’ex presidente Mohamed Morsi.

Oltre che nella capitale, gli scontri sono stati cruenti anche ad Alessandria. Al Cairo piazza Tahrir, luogo simbolo di ogni rivolta, è chiusa col filo spinato e presidiata dai carri armati. Mezzi blindati circondano anche il palazzo presidenziale ad Heliopolis. L’attuale uomo forte dell’Egitto è il generale Abdel Fatah Sisi. Complessivamente gli scontri della scorsa estate hanno provocato circa mille morti.