“Sì, siamo noi nel filmato, ma noi siamo le vittime, non gli aggressori. Le mazze le avevano in mano loro, noi gliele abbiamo tolte”, questa la difesa di Antonio Spitale e di Giacomo e Davide Severo, i tre fermati per l’aggressione ai danni di alcuni minori egiziani, ospiti di una struttura di accoglienza a San Michele di Ganzaria, nel catanese. Davanti al gip di Caltagirone, Ettore Cavallaro, nel corso dell’udienza di convalida, hanno raccontato la loro versione dei fatti: “All’uscita di San Cono 7-8 extracomunitari hanno aggredito per futili motivi il 18enne. I due fratelli Severo stavano passando e sono intervenuti per difendere l’amico. Uno dei due, che in auto aveva una pistola per giocare a softair, l’ha impugnata per farli fermare. Hanno tolto loro le mazze da baseball ma quelli erano rimasti in possesso di colli di bottiglie e pietre e li hanno aggrediti. E loro si sono difesi. Sono loro le vittime” ha spiegato il difensore dei presunti aggressori.

Egiziani picchiati, la versione dei presunti aggressori

Secondo il legale dei fermati, dunque, non ci sarebbe stata alcuna premeditazione: “Non c’è alcun pregresso tra loro e gli egiziani, sulla stampa abbiamo letto di incidenti stradali, pallonate e cinghiate. Sono tutte cose fuori dalla realtà. Non c’è stata alcuna premeditazione perché non ci sono precedenti. Loro si sono solo difesi, non c’è stata alcuna imboscata”. Il Gip potrebbe decidere già domani sulla convalida del fermo eseguito carabinieri che hanno accusato i tre siciliani di tentativo di omicidio e lesioni. Intanto si cercano i due complici, quelli che sarebbero rimasti in macchina e non avrebbero preso parte all’aggressione, ripresa dal cellulare di una delle vittime.

“Noi quei ragazzi italiani non li conoscevamo, mai visti. Forse ci hanno scambiati per altri egiziani. Eravamo di ritorno dal mercatino del sabato, ci hanno picchiati senza motivo” è, invece, ciò che sostengono i minorenni. Ad una tv locale, “Kalat News Caltagirone”, i residenti di San Cono – un paesino di quasi 3mila anime, a pochi chilometri dal centro di accoglienza per minori non accompagnati – hanno parlato di “tensione con i migranti” poiché avrebbero provocato “risse” fino a tre giorni fa.

Egiziani picchiati, 16enne in gravissime condizioni

Uno dei migranti picchiati rimane in gravissime condizioni, in coma farmacologico all’ospedale Garibaldi-Nesima di Catania dove domani arriverà il console egiziano a Roma Sherif Elgammal. Sul movente del raid punitivo ancora tanti dubbi: screzi in paese, una tensione che maturava da tempo o una pallonata nel passeggino.