In attesa che venga ritrovata la scatola nera dell’Airbus 320 della EgyptAir schiantatosi il 19 maggio le ricerche degli investigatori che si occupano del caso si stanno concentrando sulle segnalazioni che l’aereo ha inviato prima della sua scomparsa dai radar.

Stando alle ultime indiscrezioni pubblicate dal quotidiano egiziano al Ahram, sono 11 i messaggi inviati dal velivolo prima della scomparsa dai radar e l’inabissamento nelle acque del mar Mediterraneo.

Secondo quanto si legge dai documenti si tratta di messaggi di routine, almeno fino all’orario delle 2.26, quando è stato segnalato un cambiamento di temperatura in direzione del finestrino destra della cabina di pilotaggio. A seguire, in rapida successione di circa 3 minuti, i messaggi di apertura di un finestrino – almeno da quanto rilevato dal sensore – quindi di fumo in toilette e in cabina, e infine l’avaria del pilota automatico.

Tra le ipotesi di guasti meccanici e di un’esplosione causata dalla deflagrazione di microbombe si affaccia anche quella dell’impatto di un piccolo asteroide, delle dimensioni comparabili a quelle di una pallina da golf: il colpo potrebbe aver causato un incendio a bordo, oppure potrebbe aver colpito direttamente la cabina di pilotaggio.

Gli specialisti che si occupano del disastro della EgyptAir mantengono però una certa cautela, affermando che al momento qualsiasi ipotesi non è che mera speculazione, in quanto qualsiasi impatto ad alta velocità è in grado di causare deframmentazione, e non è quindi indicativo delle cause dell’incidente.

Di recente si sono unite alla ricerca della scatola nera anche compagnie specializzate in attività del genere provenienti da Francia e Italia: il loro compito sarà quello di scandagliare i 3mila metri delle profondità marina nella speranza di poter trovare l’unico strumento in grado di fornire risposte accurate.

Le batterie che consentono alle scatole nere di lanciare il loro segnale durano usualmente 30 giorni, ma responsabili della EgyptAir hanno affermato che le ricerche andranno avanti anche oltre questo limite, anche sulla scorta di precedenti casi in cui la scoperta è avvenuta molti giorni dopo l’esaurimento di energia.