Hanno già dato i primi esiti le analisi sui dati forniti dalla scatola nera dell’Airbus A320 di EgyptAir schiantatosi nel Mar Mediterraneo lo scorso 19 maggio con a bordo 66 persone.

Dalle registrazioni fornite è stato possibile rilevare segni consistenti di alte temperature e fumo nella sezione anteriore dell’aereo.

L’analista Richard Quest ha dichiarato che “ora sappiamo che c’è stata qualche forma di combustione o di incendio sul velivolo”, per quanto rimangano ancora ignote le cause che hanno portato a questa situazione.

I dati hanno confermato quanto già affermato dall’ACARS – il sistema automatico che invia messaggi tra gli aerei e le strutture a terra – i quali indicavano proprio fumo nei bagni e nelle apparecchiature elettroniche dell’Airbus.

Ora tutta la registrazione della scatola nera recuperata è al vaglio della commissione d’inchiesta egiziana, che ha spiegato come sia già avvenuto il download di tutti i dati, che consistono in circa 1200 parametri attivi durante tutto il volo: tra questi la velocità dell’aria, l’altitudine, il funzionamento dei motori e le posizioni dell’aria.

Ma a interessare gli investigatori sono anche la registrazione delle voci dei piloti e dell’equipaggio, nonché i rumori di fondo dei passeggeri, tutti elementi presenti nel chip di memoria della registrazione vocale che al momento viene riparato da un agenzia francese deputata alla sicurezza aerea.

La speranza è che si possa arrivare a comprendere se a bordo dell’Airbus sia esplosa una bomba o se si sia trattato di un incendio.