La notizia viene da un medico legale che fa parte del team investigativo incaricato di determinare le dinamiche dell’incidente che ha coinvolto l’Airbus 320 della EgyptAir schiantatosi con a bordo 66 persone il 19 maggio.

Secondo lo specialista le analisi dei primi resti umani recuperati nel mare Mediterraneo farebbero propendere per l’ipotesi di un’esplosione: “Non c’è ne nemmeno uno che sia il pezzo intero di un corpo, come un braccio o una testa. La spiegazione logica è che si sia trattato di una esplosione”, ha affermato il medico.

Sarebbero 80 i resti attualmente recuperati e portati al Cairo, dove si svolgono le indagini sulla sorte del volo EgyptAir. Da quanto riferito dai media egiziani molto probabilmente sarà necessario ricorrere all’esame del Dna per arrivare alle identificazioni delle vittime e alcuni parenti sono già arrivati all’obitorio per i prelievi del caso. Non è esclusa la tragica eventualità che i cadaveri dei passeggeri siano ridotti in questo stato anche a causa degli squali che avrebbero fatto a brandelli i corpi.

Ma per gli investigatori i punti fermi sul caso sarebbero sempre meno. L’ultimo mistero riguarda le brusche virate effettuate dall’aereo: l’operazione era stata segnalata e descritta nel dettaglio dalle autorità greche, ma i colleghi egiziani le hanno smentite, in aperta contraddizione con quanto affermato dal ministro della Difesa greco nei momenti successivi al disastro.

Nel frattempo proseguono le ricerche degli unici elementi che potrebbero davvero far luce sull’accaduto, ovvero la scatola nera e i registratori di volo. Un sottomarino-robot è stato impiegato per scandagliare fino a 3mila metri di profondità, e oggi anche un mezzo francese, il ricognitore Jacoubet dotato di sonar apposito, si è unito all’operazione.

Le indagini si stanno concentrando anche sui precedenti guasti che avrebbero afflitto in passato l’Airbus 320. Nel 2013 il mezzo sarebbe stato infatti costretto a un atterraggio di emergenza a causa del surriscaldamento di un motore. Ma gli esperti sembrano scettici riguardo all’ipotesi di un guasto meccanico.

La magistratura egiziana ha infine chiesto sia la registrazione delle conversazioni tra il pilota e la torre di controllo greca, ovvero gli ultimi ad aver parlato con uno dei membri dell’equipaggio, sia i filmati dell’aeroporto Roissy Charles-de-Gualle di partenza, per poter avallare o smentire la pista terroristica.