[AGGIORNAMENTO ore 17.20]:  è stato confermato il ritrovamento di una delle due scatole nere dell’aereo. Il sistema di registrazione è in parte danneggiato ma è stato possibile estrarre alcune registrazioni vocali della cabina. Maggiori analisi sapranno dire se il materiale offerto dalla scatola nera sarà determinante per stabilire finalmente la causa del disastro dell’Airbus.

L’annuncio è arrivato direttamente dalla commissione d’inchiesta egiziana che si sta occupando del caso del disastro EgyptAir: le squadre di ricerca hanno finalmente individuato i rottami dell’Airbus 320 – volo MS804 – che lo scorso 19 maggio si è inabissato nel Mar Mediterraneo provocando la morte di 66 persone.

A fare la scoperta sarebbe stato un robot sottomarino impiegato dalla John Lethbridge, la nave specializzata in operazioni di recupero dei relitti: secondo il comunicato ufficiale diramato sono state identificati “i punti dove le parti principali del mezzo” sono precipitate.

La nave francese Laplace aveva fornito indicazioni fondamentali sull’aerea da perlustrare avendo captato i segnali inviati dalle scatole nere: il luogo si trova in uno spazio compreso tra Creta e la costa dell’Egitto.

Sarà dunque compito della John Lethbridge costruire una mappa del fondale per consentire l’individuazione della coda del relitto e dunque il recupero della fondamentale scatola nera, posizionata nella coda dell’aereo.

Come già noto il sistema di registrazione tiene in memoria gli ultimi 30 minuti del volo, fornendo dati precisi su quanto accaduto in particolar modo nei tre minuti in cui l’Airbus ha prima virato improvvisamente e poi è sceso di quota compiendo un giro completo, fino a schiantarsi nelle acque del Mediterraneo.

Per il ritrovamento della scatola nera c’è tempo fino al 24 giugno, in quanto è stato stimato che la batteria dell’apparecchio arriverà a durare sino a quella data. Un’operazione necessaria, visto che tutte le ipotesi in campo in merito alla causa dell’incidente aereo – guasto meccanico, dirottamento, esplosione o avaria ai sistemi computerizzati – non sono ancora state né smentite né confermate dai dati raccolti.