Il mistero continua a rimanere fitto intorno al disastro aereo del volo di EgyptAir. Tutte le piste al vaglio degli inquirenti restano aperte, ma intanto da fonti statunitensi è emersa una nuova linea investigativa che avanza come probabile l’ipotesi di un sabotaggio.

Secondo alcune fonti provenienti dagli Usa si è trattato molto probabilmente di un attentato terroristico. Il Wall Street Journal riporta che l’aereo della EgyptAir prima del disastro avrebbe fatto scalo a Bruxelles, quindi al Cairo, poi avrebbe effettuato un’ora di sosta ad Asmara, poi sarebbe tornato al Cairo, quindi ha fatto un’ora e un quarto di sosta a Runisi, di nuovo al Cairo e quindi sarebbe arrivato a Parigi. Nel corso di ognuna di queste tappe sarebbe potuto intervenire un qualche militante dell’Isis, o comunque un attentatore per sabotare l’aereo.

A questo punto sono quindi in corso tutte le verifiche del caso nei confronti del personale e dei dipendenti dei vari aeroporti coinvolti. Le investigazioni sono ancora in corso ma per ora non si esclude, oltre alla pista terroristica, nemmeno l’ipotesi che possa essersi trattato di un guasto tecnico.

Intanto d’Oltralpe sono in arrivo altre ipotesi. Il canale francese TV6 ha infatti reso nota la notizia che il pilota del volo EgyptAir prima dello schianto avrebbe segnalato del fumo a bordo ai controllori e, inoltre, avrebbe provato a effettuare un atterraggio d’emergenza. Dopodiché il jet egiziano sarebbe scomparso dai radar. Una ricostruzione che però è stata subito prontamente smentita del governo dell’Egitto.