[AGGIORNAMENTO ore 11:45]  La televisione di stato egiziano ha annunciato pochi minuti fa che sarebbero stati rinvenuti dei rottami dell’Airbus 320 di EgyptAir e degli oggetti dei passeggeri in una zona sita a circa 290 km a nord di Alessandria. La fonte ufficiale dell’informazione proverrebbe dall’esercito. Le ricerche in ogni modo continuano per recuperare il resto del relitto.

Proseguono le ricerche dell’Airbus 320 di EgyptAir scomparso ieri mattina dai radar, dopo che la notizia del ritrovamento di alcuni pezzi del relitto al largo dell’isola greca di Karpathos è stata smentita dal presidente del Comitato greco per la sicurezza aerea.

Gli oggetti pescati dal mare non apparterrebbero a un aereo, e lo stesso vicepresidente di EgyptAir, Ahmed Adel, ha affermato che le rivelazioni erano state premature.

Questa mattina sono dunque ricominciati i lavori di perlustrazione dell’area in cui si pensa possa esser caduto il velivolo, proveniente da Parigi e diretto al Cairo con a bordo 66 persone in tutto, che avrebbe inviato un messaggio automatico di emergenza quando si trovava a circa 280 km dalla costa egiziana: sono impegnate nelle operazioni navi e aerei messi a disposizione da Francia e Grecia, oltre ovviamente ai mezzi dell’Egitto.

Nel frattempo si continuano a fare ipotesi sulla causa della scomparsa del volo MS804 dai radar, e la pista più probabile parrebbe essere quella terroristica, come hanno riferito anche fonti USA. Sembrerebbe da scartare la possibilità di un evento catastrofico verificatosi all’improvviso, in quanto la situazione in cabina di pilotaggio sarebbe stata buona fino a due minuti prima della sparizione. Anche le due virate repentine registrate tra le 2:37 e 2:39 non sembrano collimare con le tecniche utilizzate nel caso di avaria o depressurizzazione.

L’ultima virata di 360 gradi, in particolare, segnalerebbe un aereo ormai privo di controllo, che sta precipitando già a picco, forse per un cedimento strutturale o una depressurizzazione. Poco probabile la possibilità dell’assalto alla cabina di pilotaggio da parte di un commando armato, vista la presenza di tre agenti di sicurezza a bordo e le misure di protezione all’avanguardia di cui è dotata la cabina, che può essere isolata dall’area passeggeri in caso di pericolo.

Sembrerebbero quindi  poco perseguibili le ipotesi dell’esplosione di un carico di esplosivo portato a bordo da un passeggero (si sta esaminando la lista di coloro che sono saliti sul volo): difficile che l’ordigno sia stato caricato nella stiva, mentre appare verosimile che possa essere stato imbarcato in un bagaglio a mano oppure direttamente assemblato durante il volo.

Un’altra ipotesi riguarda un ordigno a tempo, lasciato da uno dei passeggeri dei voli precedenti durante la giornata di mercoledì, le cui tratte sono state Asmara-Cairo, Cairo-Tunisi, Tunisi-Cairo e Cairo-Parigi. In quel caso il regolamento dell’aereoporto di Roissy prevede che sia il personale della compagnia aerea ad effettuare i controlli a bordo, e non gli specialisti della struttura francese.