Scioperi in tutta Italia, tavolo a Roma con il governo e parti sociali. Si muove il mondo dei lavoratori della Electrolux, azienda in crisi da diversi tempi: per ora in corso ci sono “solo” assemblee e scioperi contro il cosiddetto “piano Polonia”, ovvero la manovra che vedrebbe l’azienda voler ridurre drasticamente il costo del lavoro e degli stipendi, oltre al sacrificio dell’impianto di Porcia, in provincia di Pordenone, per delocalizzare l’attività di produzione in Ungheria o, appunto, Polonia.

Il governatore del Veneto, Luca Zaia, domani sarà a Roma e discuterà con governo, azienda, parti sociali e sindacati. Il ministro dello Sviluppo, Flavio Zanonato, è intervenuto a Radio 24 precisando: “lo stabilimento di Porcia non chiude, è un’informazione falsa, anche Porcia rimarrà aperta”. Su Facebook si è scatenata la guerra di parole: tra il leghista Matteo Salvini, che si lancia nell’accorata difesa dei lavoratori, al governatore friulano Debora Serracchiani, che ha chiesto l’intervento del governo. E poi Maurizio Sacconi (Ncd), Davide Serra, Nichi Vendola e molti altri: tutti a dire la propria ma nessuno che interviene.

Il nodo della questione: i lavoratori non vogliono l’orario part time da 6 ore, che comporterebbe uno stipendio mensile di poco superiore ai 700 euro. Un no secco anche agli 800 esuberi: “La proposta tutta da discutere del costo dell’ora lavorata prevede una riduzione di 3 euro. In termini di salario netto questo equivale a circa 8% di riduzione ovvero a meno 130 euro mese – afferma Electrolux -. Nel corso dell’incontro è stata anche avanzata l’ipotesi di raffreddare l’effetto inflattivo del costo del lavoro, responsabile del continuo accrescere del gap competitivo con i paesi dell’est Europa, attraverso il congelamento per un triennio degli incrementi del contratto collettivo nazionale di lavoro e degli scatti di anzianità”.

LEGGI ANCHE

Electrolux: risultati oltre le attese, il titolo festeggia in Borsa

Investire in Borsa: 6 titoli giusti per farsi un portafoglio etico

Sciopero aerei 29 gennaio: Meridiana incrocia le braccia contro i licenziamenti