L’elefantino del Bernini, statua che è possibile ammirare in piazza Minerva a Roma, ha subìto uno sfregio. A causa di un atto vandalico su cui si sta indagando, l’elefantino del Bernini ha subito l’amputazione di una delle due zanne, che è stata mozzata. Ad accorgersi di quanto accaduto sono stati alcuni agenti della polizia locale, che hanno notificato quanto avvenuto nella mattinata di oggi, lunedì 14 novembre.

Fortunatamente la zanna recisa è stata ritrovata e recuperata a poca distanza dalla statua e potrà essere riattaccata. Viste le tempistiche in cui si sono svolti in fatti, è quindi assai probabile che l’atto vandalico ad opera di ignoti (almeno per il momento) possa essersi verificato nella notte tra domenica 13 e lunedì 14.

Quanto accaduto riporta l’attenzione sullo stato di evidente fragilità del nostro patrimonio storico-artistico. Non si tratta, infatti, della prima volta che un monumento resta vittima di atti vandalici e di comportamenti del genere. Se si resta nella Capitale, ad esempio, è facile ricordare l’atto vandalico subito dalla Barcaccia in piazza di Spagna oppure la fontana dei quattro fiumi in piazza Navona. La soluzione per preservare l’integrità dei monumenti non è certamente semplice ma resta il fatto che il problema debba essere affrontato, e nel modo più efficace possibile.

L’elefantino del Bernino, ultimo in ordine di tempo ad essere rimasto vittima di un atto vandalico, era stato commissionato da papa Alessandro VII Chigi nella seconda metà del Seicento (che in realtà aveva richiesto un progetto sull’obelisco). Tra tutti i disegni presentati dal Bernini, il pontefice scelse quello in cui era presente proprio l’elefantino.