Le indagini sul caso di Elena Ceste sarebbero arrivate a una svolta: i carabinieri di Asti hanno infatti arrestato il marito Michele Buoninconti con l’accusa di omicidio volontario e occultamento di cadavere.

La 37enne Elena Ceste era scomparsa a Castigliole nel gennaio del 2014. Il suo corpo venne poi ritrovato lo scorso 18 ottobre durante alcuni scavi nei pressi del rio Merso, un canale dell’Astigiano non molto distante dall’abitazione della donna.

Buoninconti finora era stato l’unico indagato della vicenda e al momento il vigile del fuoco che presta servizio ad Alba si trova sotto interrogatorio.

L’arresto è arrivato su ordine di Giacomo Marson, gip di Asti, su esplicita richiesta di Laura Deodato, pm del caso: le indagini si sono infatti intensificate nell’ultimo periodo e proprio ieri una perizia autoptica era stata depositata in Procura.

A quanto risulta dalle analisi del cadavere non sono stati trovate tracce di ferite provocate da un’arma da fuoco o da tagli, e anche lo scheletro non presenta fratture e segni di violenza. Stando agli esperti gli inquirenti si starebbero orientando sulla possibilità di un caso di strangolamento.

Atteso per le prossime ore anche l’autorizzazione a procedere con i funerali, che dovrebbero svolgersi verso fine gennaio o i primi giorni di febbraio in forma strettamente privata.

Nel frattempo i legali di Buoninconti hanno disposto un sopralluogo a Castigliole per esaminare l’area che intercorre tra l’abitazione delle vittima e il luogo del ritrovamento del corpo di Elena Ceste.

Secondo i difensori dell’indagato la stagione invernale avrebbe reso impossibile l’occultamento di un corpo, dato che la vegetazione della zona in quel periodo dell’anno è completamente priva di foglie rendendo evidente ai numerosi passati un tentativo del genere.

Foto: Faberh – Wikipedia.it