Continua a impazzare l’incredibile caso letterario di Elena Ferrante, lo pseudonimo sotto il quale sono stati scritti numerosi romanzi di grandissimo successo, tradotti in tutti il mondo, come per esempio il ciclo de L’amica geniale.

Sin dai suoi fortunati esordi la vera identità della scrittrice è rimasta un mistero, per esplicita volontà dell’autrice (o autore), e in tanti hanno provato a improvvisarsi investigatori per dare un volto alla romanziera che si presume napoletana, dai pochi dati biografici che è stato possibile ricavare dal suo volume La Frantumaglia.

Un’inchiesta pubblicata dal Sole 24 Ore ha però messo un punto interrogativo che potrebbe forse diventare fermo sulla vicenda: il nome indicato – non nuovo alle ipotesi in questo ambito – è quello di Anita Raja, traduttrice ebrea di origine polacca residente a Roma e moglie dello scrittore Domenico Starnone.

La 63enne, collaboratrice proprio dalla casa editrice E/O che ha pubblicato i romanzi di Elena Ferrante, in passato aveva anche curato una collana – gli Azzurri – per la quale uscì l’esordio del suo presunto alias letterario.

L’inchiesta non si è concentrata tanto sullo stile o sui dati biografici, ma ha prodotto un confronto finanziario incrociato tra compensi, versamenti e spese, compatibili con il denaro che la vera Elena Ferrante avrebbe dovuto incamerare grazie ai suoi libri letti in ogni parte del mondo: la retribuzione della Raja sarebbe aumentata di percentuali che vanno dal 50 al 150% in base agli anni, a differenza di tutti gli altri collaboratori. Inoltre la donna avrebbe comprato una casa di grande valore a Roma e un’altra in campagna in Toscana.

Gli editori della Ferrante non hanno mai confermato o smentito le ipotesi, rifiutando di dare adito a questa caccia alla scrittrice. E permangono dubbi anche sul profilo Twitter a nome di Anita Raja comparso nelle ultime ore, che ha pubblicato una serie di tweet piuttosto canonici (almeno per questo tipo di situazione), in cui sostanzialmente viene chiesto di rispettare la sua privacy e affermato di voler tenere staccate le due figure.

Apro questo profilo Twitter e presto lo chiuderò. Sarò qui solo per il tempo necessario a spiegare. Lo confermo. Sono Elena Ferrante. Ma questo ritengo non cambi nulla nel rapporto dei lettori con i libri della Ferrante. Quei libri sono e resteranno di Elena, non miei. Non intendo parlare in alcun modo in prima persona o rilasciare interviste e dichiarazioni. Ritengo volgare e pericoloso il modo in cui si è voluti arrivare a pretendere di svelare un’identità violando privacy e regole. Ma pazienza. Vorrei solo chiedere, ora che la curiosità che durava da anni è stata esaudita, di lasciarmi vivere (e scrivere) in pace. Lo ripeto: non parlerò mai di Elena Ferrante, né risponderò a suo nome, né dirò nulla riguardo ai suoi libri. Vi ringrazio. Anita Raja”: questo il discorso che si ottiene assommando i sei tweet del profilo della Raja, il quale però è stato indicato come un fake dagli editori di E/O.

La traduttrice si troverebbe in viaggio e al momento non vorrebbe dire nulla a riguardo di una faccenda che si fa di giorno in giorno sempre meno artistica e invece prossima al gossip.