Una ricerca dell’Istituto Oceanografico di Woods Hole, negli Stati Uniti, fa sapere che i livelli di radioattività del pesce di Fukushima sono ancora alti.

Dopo il terremoto dell’11 marzo 2011, in seguito alle radiazioni provenienti dalla centrale nucleare Dai-Ichi di Fukushima, causate dall’imponente tsunami che ha colpito le coste giapponesi, la situazione non sarebbe in fase di miglioramento, anzi.

Secondo le analisi effettuate infatti il cesio sarebbe ancora presente nelle specie marine del luogo e questo farebbe preoccupare molto la popolazione che è grande consumatrice di pesce.

Il cesio sarebbe presente nei pesci in quantità superiore a quanto accettabile per la sicurezza degli esseri umani.

Entro certi limiti infatti la sua presenza è accettabile poiché, di solito, il cesio non rimane a lungo depositato nei tessuti dei pesci, ad oggi invece, a causa dell’elevata contaminazione provocata dallo tsunami, il cesio non rifluisce completamente.

La situazione risulta dunque instabile, come spiegano gli stessi studiosi responsabili della ricerca, e le autorità non possono, e non vogliono, riaprire le attività di pesca in queste zone.