Cècile Kyenge, l’ex Ministro dell’Integrazione nel governo Letta – e ora europarlamentare del Partito Democratico, intervenendo a Brescia ad un mostra sui Warega – una delle etnie congolesi che privilegiava come habitat la foresta – e ad un convegno sull’emergenza Ebola, è intervenuta a modo suo nel dibattito sull’elezione del Presidente della Repubblica.

Una piccola provocazione, perché dopo aver detto “vorrei un Presidente della Repubblica nero“, aggiunge subito che “serve un presidente della Repubblica consapevole dei valori della multiculturalità e della diversità, e che conosca bene i problemi dell’immigrazione. Lungimirante come è stato Napolitano“.

Insomma, dietro la dichiarazione che sicuramente produrrà più di una reazione piccata dagli esponenti della Lega, c’è un tributo al Presidente emerito che ha da poco abbandonato il Quirinale: “Il Presidente Napolitano è stato il pilastro che ha servito e salvaguardato le nostre istituzioni repubblicane, in anni difficili e tormentati. Grazie a lui non abbiamo smarrito la strada, un gigante che ha saputo portare per mano il Paese su strade nuove, anche con la scelta del primo ministro nero della Repubblica. Ricordo con commozione i colloqui con lui, la sua vicinanza umana e politica, in giorni sofferti. Grazie, caro presidente!“.

L’ex-ministro non può non parlare di uno dei temi a lei cari. Nel semestre di presidenza italiana c’è un’ombra “riguarda l’emergenza profughi nel Mediterraneo, in fuga da guerre e stermini“. Anche se qualche seme è stato gettato, come “la nostra risoluzione che il Parlamento ha approvato a denuncia dei limiti dell’attuale approccio europeo all’emergenza profughi e gli impegni presi dal Commissario Avromopoulos. Come dimostrano i drammatici fatti di questi giorni, la minaccia per l’Europa non sono certo i profughi #iononrinuncio“.

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