Il primo scrutinio per l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica è in corso.  Tra i primi a votare il presidente uscente Giorgio Napolitano, accolto in Aula da un lungo applauso e qualche debole fischio.

La Presidente della Camera Laura Boldrini ha letto le procedure per le consultazioni e ha poi richiamato all’ordine alcuni esponenti della Lega Nord, capeggiati da Roberto Calderoli, che avevano esposto dei cartelli di protesta riportanti la prima pagina de Il Manifesto del 28 giugno 1983 che titolava: “Non moriremo democristiani“. Laura Boldrini ha chiesto ai commessi di rimuovere immediatamente i cartelli.

Con questa provocazione i leghisti fanno riferimento alla scelta di Matteo Renzi di puntare sull’ex ministro DC Sergio Mattarella, nome che potrebbe incontrare anche il favore di Silvio Berlusconi. Malgrado il veto iniziale, infatti, il leader di Forza Italia potrebbe convergere sul giudice della corte costituzionale per mantenere saldo il Patto del Nazareno.

Questa mossa segna la fine di Berlusconi, la vittoria del Patto del Nazareno, quello di Renzi però, e va bene anche per noi, ha dichiarato Calderoli nelle scorse ore. Ora per trovare un elettore di Forza Italia bisognerà andare in giro con il lanternino.

L’avvocato Sergio Mattarella è  giudice della Corte Costituzionale dall’11 Ottobre del 2011 quando giurò nelle mani di Giorgio Napolitano. Lanciando la sua candidatura  ai grandi elettori del PD, Matteo Renzi questa mattina ha dichiarato:

Mattarella è una persona la cui solidità istituzionale è in grado di garantire all’Italia 7 anni di autorevole guida al Colle. Sergio Mattarella è un giudice costituzionale: noi stiamo cambiando la Costituzione, lui è un difensore della Costituzione, che non significa imporre la sua intangibilità, ma essere capaci di difendere la Carta vigente e gestire la transizione in pieno rispetto delle volontà dei costituenti.

Se Sergio Mattarella venisse eletto, per la prima volta nella storia della Repubblica Italiana sarebbero quattro donne a proclamarlo Presidente, ovvero le presidenti e i segretari generali di Camera e Senato: Laura Boldrini, Lucia Pagano, Valeria Fedeli, che sostituisce Pietro Grasso ed Elisabetta Serafin. La procedura prevede che Laura Boldrini e Valeria Fedeli si rechino nello studio del presidente eletto per riferirgli l’esito del voto e leggere il verbale di proclama. Entro 3 giorni dovrà poi tenersi il giuramento.

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