Silvio Berlusconi dice no e salta (per ora) il confronto televisivo sulla Rai tra i candidati alle prossime elezioni politiche. Il leader del Pdl fa saltare tutto, ma anche gli altri candidati non sembrano pronti e aperti al dibattito pubblico. Al momento la televisione di stato ha soltanto chiesto il via libera della commissione di Vigilanza, ma se si riuscisse a far sedere ad un tavolo i sei leader politici sarebbe veramente un evento.

Lo imporrebbe la par condicio, ma al momento da Bruno Vespa Berlusconi non ci andrà. Perché? Forse per paura che il salotto buono del giornalista di casa Rai possa trasformarsi in un’arena per i tori: mettere assieme sei persone e sei teste, e tenerle tutte a bada, è pressoché utopia. La Rai pensa ad una soluzione alternativa, anche perché lasciare anche questo tassello a Sky vorrebbe dire abdicare ancora una volta lo scettro dell’ascolto.

Berlusconi ha sempre palesato la sua volontà di presentarsi nelle varie emittenti televisive solo dopo un accordo con la sua struttura stampa e l’emittente del caso. Anche per andare da Santoro, ad esempio, la trattativa fu estenuante. Ma lo stesso discorso vale anche per Grillo, da sempre restio ad un possibile impegno televisivo in chiusura di campagna elettorale.

Ma anche Mario Monti potrebbe dire di no allo scontro tv. Il professore ama i confronti diretti. L’unico che sembra pronto è Pier Luigi Bersani, il quale sarebbe disposto anche a trasferirsi su Sky. Anche solo. Sarebbe una tristezza immane per la televisione italiana ma anche per la politica del nostro paese: che senso avrebbe un dialogo a senso unico di uno dei sei candidati Premier? E la par condicio, ce la mettiamo in tasca? No, forse è arrivato il momento di scendere a compromessi una volta per tutte: che il Pdl presenti Alfano (o Tremonti?) e che tutti gli altri dicano sì al tavolo di casa Rai. Che difficilmente si rivelerà il tavolo della pace.