Le esternazioni di Silvio Berlusconi coinvolgono tutto e tutti. Dal momento in cui ha aperto i giochi elettorali, sta cercando di pescare sostegno ovunque, per recuperare il forte deficit di consensi che nemmeno lui può ignorare. Non è un mistero che diversi sostenitori di Matteo Renzi si collochino nella stessa area politica che il Pdl vorrebbe recuperare, quel “centro” indefinito che si allarga o si restringe a seconda di chi tenti di appropriarsene. E’ quindi evidente che il sindaco di Firenze è in grado di sottrarre al Cavaliere una fetta non trascurabile di voti moderati, indirizzandoli verso il Pd. E ne avrebbe portati via infinitamente di più se avesse vinto le primarie. Per quello Berlusconi si era affrettato a sfruttare la propria immagine di anticristo tra la sinistra: esprimendo giudizi apparentemente lusinghieri su Renzi, automaticamente ha spinto molti verso Bersani, ritenuto avversario meno pericoloso.

Ora ci riprova. Domenica 9 l’ex presidente del Consiglio, fra le mille dichiarazioni, ha detto in serata che “Se Renzi volesse venire con noi, sappia che ai liberali tengo sempre la porta aperta“. Ennesimo tentativo di provocare scompiglio nel campo avversario. Ma Renzi ha provveduto subito a calmare le acque. Sul proprio profilo Facebook il sindaco ha scritto: “Caro Presidente Berlusconi, te l’ho già detto due volte di persona. Le cose si possono comprare, le persone no. Non tutte almeno. Io no. Se hai lasciato le porte aperte per me, accetta un consiglio: chiudile! Non servono. Ciao”.

Su Twitter ha marcato di più l’accento umoristico: “Caro Silvio, le cose si possono comprare, le persone no. Non tutte, almeno. Io no. Hai le porte aperte per me? Chiudi pure, fa freddo!