Il gioco delle parti. Michele Santoro deve attaccare Silvio Berlusconi. Il Cavaliere deve difendersi dal conduttore.  Ed ecco quindi alcune parti dello spettacolo.

Se il suo impero fosse in crisi, lo affiderebbe ad un manager di 70 anni, che avrebbe diretto aziende per otto degli ultimi dieci anni? “Se si chiamasse Silvio Berlusconi, sì. Non si può affidare un’azienda in un momento di crisi a chi non ha nessuna esperienza manageriale”.

“Questo Paese non è governabile. Gli italiani devono votare e dare il voto ad un solo partito, dandogli il modo di cambiare la costituzione e dare al Paese un Governo che governi”.

“Ma se ha avuto delle maggioranze enormi per tutti questi anni e non c’è riuscito, come pensa di poterlo fare adesso?” E il Cavaliere: “Ma lei andato all’università o alle serali? Se nella maggioranza vengono contestate tutte le decisioni, non è una vera maggioranza”.

E poi: “Io ho tanto bisogno di guadagnare, perché devo dare tanti soldi ad una signora”.

Ma perché ha approvato l’Imu?Doveva essere un’imposta complessiva di tutti gli enti locali, che avrebbe coinvolto anche gli immobili, ma non la prima casa. Per noi la prima casa è sacra, la prima sicurezza di una famiglia. Invece Monti andò verso imposta anche su prima casa. Noi la contrastammo. Abbiamo fatto tutti i tentativi per farla cambiare, senza riuscirci. Cosa avremmo dovuto fare? Far cadere il Governo e prenderci la responsabilità di un disastro?”

E non poteva suggerire a Monti l’alternativa sui tabacchi e gli alcolici? “Perché Monti non si è lasciato convincere. Monti è stato sostenuto dalla sinistra, che soffre ancora dell’invidia per chi ha di più. Un’invidia che nasce dall’ideologia comunista, l’ideologia più disumana e criminale che sia esistita”.

E l’argomento preferito: “Nella nostra magistratura c’è un’anomalia: accanto a molti magistrati integerrimi, c’è una corrente legata da un filo rosso che usa la giustizia per fare politica, contro avversari politici”.

E a Marco Travaglio: “La maggior parte della sua attività professionale è basata su di me. Io sono il suo core business”. Riepilogando, leggendo una lettera scritta dal proprio staff, le cause per diffamazione subite da Travaglio, Santoro è sbottato: “Lei si fa imbeccare da suoi. Con queste scartoffie? Ma si vergogni. Abbiamo buttato via un quarto d’ora di trasmissione”. Applausi. E Berlusconi: “Così ora lei sa chi è Travaglio”. E poi il Cavaliere, prima di risiedersi sulla sedia prima occupata da Travaglio, l’ha pulita con un fazzoletto. Fischi.

Le regole dello spettacolo.