Sempre di più il gioco politico dipende dalle mosse e dalle parole di Silvio Berlusconi. Che lo vogliano o no, gli altri attori si trovano sempre in una posizione di rincorsa e reazione nei confronti del Cavaliere (foto by InfoPhoto). La minaccia di un’attrazione fatale verso Mario Monti ha spinto il premier a scoprire le sue carte più di quanto desiderasse. I contatti del Professore con Casini e Montezemolo, da poco ricevuti a Palazzo Chigi, indicano come sempre più elevata la possibilità di un suo appoggio diretto a questa fantomatica lista montiana (o aggregazione di mini liste) guidata dall’ex presidente della Camera e dal presidente della Ferrari, che comprende i transfughi del Pdl ma in cui sembra non esserci posto per Fini. Berlusconi sta quindi ottenendo il risultato di spingere tutti i suoi concorrenti dell’area moderata verso una lista separata dalla coalizione di cui il Pdl farà parte, ma non in grado (almeno per ora) di entrare in quella del Pd, e quindi destinata a raccogliere pochissimi voti; essenzialmente, “eliminandoli”, ma con la possibilità di darne la colpa a Monti per non aver accettato di guidare la “federazione di tutti i moderati” proposta dal Cavaliere.

Dietro questa strategia sembra (il dubbio è d’obbligo trattandosi di Berlusconi) entrare anche l’ultima mossa annunciata nella trasmissione di Bruno Vespa, cioè la richiesta di posticipare la data delle elezioni. E’ questo nuovo elemento che sta spingendo Monti ad un’accelerazione che non rientra nelle sue corde, ed indurlo addirittura a rinviare la tradizionale conferenza stampa di fine anno. E sta facendo saltare i nervi anche a Napolitano. Al punto da fargli diffondere un altro comunicato, in cui il presidente della Repubblica puntualizza che è interesse del Paese “Che non si prolunghi eccessivamente la campagna elettorale affinché possa ristabilirsi al più presto la piena funzionalità delle Assemblee parlamentari e del Governo in una fase sempre critica e densa di incognite per l’Italia”.