Un po’ alla volta si lascia andare. Sarà il Milan che lo ispira. Dopo un venerdì di quasi totale silenzio (salvo il riferimento al profilo del dinosauro fuori dal suo cilindro) e di tessitura nei suoi uffici per ricreare Forza Italia e definire il proprio distacco dal Pdl, Silvio Berlusconi ha di nuovo parlato con i cronisti sabato 24 durante l’allenamento della squadra rossonera a Milanello. L’ex presidente del Consiglio ha dichiarato: “Il Pdl ha subìto una decadenza di immagine e di risultati anche per il semplice motivo che io non ci sono stato”. E chiama in causa il leader dell’Udc, Pierferdinando Casini: “La gente è molto delusa dalla politica, dai politici e da questi partiti. Io mi sono tirato indietro perchè il signor Casini aveva detto: se Berlusconi non c’è, io posso essere parte della coalizione dei moderati del centrodestra. Ma non ha fatto una piega”.

E qui viene al nocciolo della questione: “Vediamo se non è il caso di utilizzare la mia esperienza in maniera concreta, dato che credo di capire più di qualsiasi altro in Italia quello che c’è stato e quello che si deve fare”. Poi parla di scenari: “Nessuno dei partiti che adesso vanno in tv potrà realizzare il proprio programma se non si cambia l’architettura istituzionale del Paese e la Costituzione si può cambiare solo se c’è un partito con la maggioranza assoluta”.

Non commenta sulla dichiarazione di Angelino Alfano sull’esclusione di indagati alle primarie del Pdl. Ma non taglia del tutto i ponti con il passato, almeno in Lombardia. Per le regionali ha infatti auspicato che si arrivi ad una candidatura comune tra Pdl e Lega, “Magari lo stesso Maroni”.

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