Silvio Berlusconi promette un’Italia diversa, senza finanziamenti pubblici ai partiti. Senza Imu. Senza alleanze scomode in politica. Promette, dunque, un’Italia totalmente diversa da quella di oggi. Che sia un bene o meno non si sa, sicuramente ha delle idee “nuove”, anche se quello che dice sembra molto simile da quanto annunciato, negli anni scorsi (anzi, nei decenni…) dai protagonisti italiani di questa politica troppo frammentaria, approssimativa e non programmatica.

E pensare che, di tornare in política, Silvio Berlusconi proprio non ci pensava: “Ero indirizzato ad un tramonto operoso, volevo fare una fondazione intitolata a mio padre per aiutare i bambini nel mondo – le sue parole a Ballarò - mi stavo impegnando per la costruzione di ospedali e per l’Università della Libertà, poi mi stavo dedicando di nuovo al Milan, e l’ho dovuto abbandonare, ma è in buone mani. Dopo l’esperienza di dieci anni di governo ho capito che le cose più importanti si fanno partendo dal ministero dell’Economa e dello Sviluppo”.

Dunque, spazio ad Alfano: “Il migliore protagonista della politica – precisa Belusconi, che poi promette - al primo Consiglio dei Ministri aboliremo il finanziamento pubblico ai partiti. Siamo in una situazione pericolosissima in una spirale recessiva senza fine colpa della politica austera adottata da questo governo suggerita dalla Germania che applicata ad un’economia debole porta al disastro”. I soldi per restituire l’Imu agli italiani, secondo Berlusconi, verranno presi da quelli previsti dall’accordo tra Italia e Svizzera per tassare i capitali dei cittadini italiani nelle banche della confederazione elvetica.

Poi si lancia nel suo canonico culto della personalità, punzecchiato anche dal conduttore Giovanni Floris: “Io sono stato nominato il migliore imprenditore dal Dopoguerra a oggi non è che poi divento incapace a Palazzo Chigi – conclude – la colpa è che ho sempre avuto le mani legate, in particolare dai vincoli della Costituzione. Il premier e il governo devono agire solo con i ddl che quando vanno in Parlamento ritornano dopo 600 giorni, avevamo delle priorità ora c’è l’abitudine di dire che non abbiamo fatto nulla. Le Elezioni? Se andiamo avanti a dare i voti al Giannino di turno non andremo da nessuna parte”.